Silvia Ribeiro
aprile 2026

L’editing genetico (o genomico) si riferisce a un insieme di nuove biotecnologie per manipolare e modificare il genoma degli esseri viventi: piante, animali e microrganismi. Sebbene le imprese che producono OGM (organismi geneticamente modificati) e i loro promotori lo presentino come una tecnologia “più esatta”, che permette di alterare i genomi con precisione, la realtà contraddice questa affermazione.
Tuttavia, se anche così fosse, ciò non significa che queste alterazioni siano innocue. Gli organismi manipolati con l’editing genomico comportano un enorme numero di incertezze e di nuovi rischi: per l’ambiente e la biodiversità, per la salute di piante, animali ed esseri umani, per i sistemi alimentari contadini, per la sicurezza e la sovranità alimentare.
Espongo qui di seguito alcune delle ragioni di tutto ciò. Si tratta sempre di ingegneria genetica. La tecnica più diffusa è il sistema CRISPR-Cas, un sistema sintetico che imita quello di un batterio ed è formato da un RNA (CRISPR) associato ad una proteina che taglia il genoma (Cas). È stato chiamato “GPS con le forbici”, perché può riconoscere un sito specifico in un genoma e tagliare i due filamenti del DNA. Quel taglio danneggia il gene e può silenziarlo, oppure, se viene inserito nuovo materiale genetico, si ottiene un OGM. In tutti i casi si alterano le funzioni naturali dell’organismo.

– L’editing genomico non è preciso. Sebbene con CRISPR-Cas si possa intervenire in un sito scelto come bersaglio, è lì che finisce la presunta precisione. La “riparazione” di quella rottura non può essere controllata da chi utilizza la tecnica, e in molti casi è difettosa, con impatti imprevisti. Inoltre, succede di frequente che CRISPR-Cas causi mutazioni non volute in altre parti del genoma, provocando effetti potenzialmente pericolosi e alterando alcune funzioni vitali degli organismi. Ad esempio, in maiali manipolati con CRISPR per ottenere una maggiore massa muscolare sono state trovate vertebre extra, un fenomeno per cui gli scienziati non hanno spiegazioni. I cambiamenti inaspettati nel genoma derivati dall’uso di CRISPR sono così numerosi che George Church di Harvard ha definito CRISPR “un’ascia non affilata”. Ed ha aggiunto: “Lo chiamano editing, ma in realtà è vandalismo genomico”. (https://tinyurl.com/bdemuzps).

– L’editing genomico è rischioso, e i suoi prodotti non sono sicuri. A causa delle incertezze e della mancanza di controllo sull’editing genomico, i prodotti risultanti possono essere pericolosi per chi li consuma. Le alterazioni genomiche, intenzionali o meno, possono dare origine ad allergeni, a tossicità, e/o aggravare queste proprietà nei prodotti di consumo. Possono anche produrre resistenza agli antibiotici negli esseri umani e negli animali, un grave problema di salute a livello mondiale, quando, per introdurre CRISPR-Cas negli organismi, si utilizza un plasmide, cioè una molecola di DNA di batterio che trasporta anche geni per la resistenza agli antibiotici (https://tinyurl.com/CortandoGenes).

– L’editing genomico espande l’uso di agrotossici. Si sostiene che i suoi prodotti comporterebbero benefici nutrizionali, resistenza alla siccità, ai parassiti, ecc. Ma una grande percentuale delle manipolazioni viene effettuata per renderli tolleranti a nuovi e ancora più pericolosi agrotossici, perché le erbe infestanti sono diventate resistenti ai prodotti più utilizzati per le colture di OGM. Inoltre, l’industria vuole sviluppare con CRISPR-Cas il “gene drive”,[1] una tecnica di editing genetico altamente pericolosa, per fare in modo che le erbe infestanti tornino ad essere suscettibili al glifosato e ad altri agrotossici, o per estinguere intere specie di erbe infestanti e di parassiti.

– L’editing genomico non è un “miglioramento” convenzionale. L’industria e gli scienziati del settore sostengono che se non si rileva materiale genetico estraneo in una pianta “editata”, quest’ultima è uguale a una pianta ottenuta con il miglioramento convenzionale e non rientra nella categoria degli OGM. Questo è falso, poiché le alterazioni che si provocano nel genoma non si verificherebbero mai in condizioni naturali. È falso anche dire che i cambiamenti genomici non si possono rilevare e che non viene introdotto, intenzionalmente o meno, nuovo materiale genetico, ad esempio di plasmidi. Per supervisionarli, bisognerebbe adeguare i metodi di rilevamento e di analisi del rischio, ma questo è proprio ciò che l’industria vuole evitare.

– Non c’è biosicurezza e non viene data nessuna informazione ai produttori e ai consumatori. Con il falso argomento che gli organismi “editati” non sarebbero OGM se non si rileva DNA estraneo nel prodotto finale, l’industria è riuscita a modificare le normative di biosicurezza in 11 paesi dell’America Latina, per eludere le valutazioni relative ai rischi e alla biosicurezza. Inoltre non viene fornita ai cittadini nessuna informazione, perché questi prodotti vengono commercializzati come colture convenzionali. Tutto ciò è molto grave, perché si tratta di prodotti geneticamente manipolati che comportano nuovi rischi.

– L’editing genomico è un assalto a prodotti di base dell’alimentazione umana. Nel nostro continente, la maggior parte delle manipolazioni genetiche viene effettuata sul riso (che in diversi paesi può essere seminato e venduto come “coltura convenzionale”) e sul grano, con le false promesse che abbiamo descritto sopra. Si tratta di colture che vengono utilizzate direttamente per l’alimentazione umana e che possono arrivare sulla nostra tavola senza che noi siamo a conoscenza dei rischi che comportano.

– L’editing genomico è controllato dalle grandi imprese che si occupano di prodotti agroalimentari e di OGM. Corteva, Bayer-Monsanto e Syngenta controllano la grande maggioranza di brevetti CRISPR-Cas nel campo dell’agricoltura. Anche se compaiono nuovi nomi di imprese che sembrano “nazionali”, come Bioheuris in Argentina o Neocrop in Cile, si tratta in realtà di imprese che dipendono dalle multinazionali dell’agroalimentare che se ne servono per commercializzare i propri prodotti.

Fonte: “Edición génica, un hacha desafilada”, in La Jornada, 18/04/2026.

Traduzione a cura di Camminardomandando.

 

[1] N.d.t. – Il gene drive (“spinta genetica” o “acceleratore genetico”) è un approccio di manipolazione genetica che permette di selezionare alcune caratteristiche ereditarie e far sì che si diffondano rapidamente alle generazioni successive.