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In cammino con Ivan Illich

Vi segnaliamo innanzitutto due date importanti:
– 30 maggio – 2 giugno
Transizioni Fest. Convivialità, reincanto, libertà, felicità. Come dare vita a comunità conviviali in un’epoca di sfiducia. Valle delle sorgenti, Gaverina Terme, Bergamo.

– 6 giugno – presso la Casa del Popolo di Verciano, Lucca, si terrà la giornata I mondi di Aldo. Sarà un’occasione per ricondividere i messaggi e i contenuti che Aldo ci ha trasmesso in tanti anni e per incontrarci in un clima di amicizia e convivialità tra compagne e compagni di cammino. La sera collegamento con Raul Zibechi da Montevideo.

In un momento storico come quello che stiamo attraversando, il pensiero di Ivan Illich può aiutare a vedere quello che si muove intorno a noi con uno sguardo profondo e aperto al molteplice e alla possibilità di un mondo di mondi diversi. Come lo ha definito Aldo Zanchetta, Ivan Illich è stato probabilmente il più acuto critico dello sviluppo; fin dagli anni Settanta aveva previsto la grande crisi nella quale siamo precipitati, ma aveva anche intuito la sua carica di liberazione e insurrezione. Nonostante i suoi saggi siano stati tradotti in tutto il mondo, sono ancora troppo poche le persone che conoscono questo brillante pensatore critico.
Per questo vi proponiamo alcuni contributi che vanno ad aggiungersi a quelli già presenti nel blog, dove abbiamo inserito una pagina dedicata a Ivan Illich

– Con Energia per chi, per cosa? Elena Gerebizza ci offre una riflessione a partire da Energia ed Equità, scritto da Illich nel 1973 e più attuale che mai.

– In Sull’abitare la terra, sul radicamento e sulla misura contadina, una delle riflessioni a margine del convegno di Villar Pellice su “Storie e resistenze contadine” (giugno 2025), Giovanni Pandolfini condivide una riflessione sulle questioni del “radicamento”, dell’”abitare” e della “misura contadina” a partire dal pensiero di Ivan Illich e di Jean Giono. –

– In Contadinanza e resistenza, sempre sulla rivista NUNATAK, Matteone ci offre un racconto delle giornate del convegno di Villar Pellice, riflettendo sui limiti e sulle prospettive della situazione in cui si trovano oggi coloro che cercano nuove forme di vita in un rapporto organico con la terra.

– Nell’articolo Uscire dal capitalismo con Ivan Illich, pubblicato in Comune-info nel maggio 2025, Carlos Soledad ci parla della difficoltà, quasi impossibilità, di immaginare l’uscita dal capitalismo: “… nella post-modernità sono morte le grandi narrazioni che in precedenza ci davano luce e orientamento, come il socialismo o il cristianesimo; sembra che non sia più ideologicamente possibile costruire un obiettivo alternativo… Non stiamo solo affrontando il collasso climatico, ma anche quello delle idee. Incontrare Ivan Illich significa tornare alla speranza…”.

– Nell’ambito di un pensiero critico che richiama sullo sfondo suggestioni illichane, vi suggeriamo la lettura di Ecologisti o iperconnessi? di Anselm Jappe pubblicato in Italia sulla rivista di critica sociale L’Anatra di Vaucanson.

Ringraziamo le autrici e autori dei vari contributi e vi auguriamo buona lettura.

La speranza di cui abbiamo bisogno

Abbiamo aggiornato la recensione del libro SPERANZA forza sociale, curato da Aldo Zanchetta. Nel periodo storico che stiamo attraversando, che gli zapatisti chiamano “tormenta” avvertiamo chiaramente il bisogno di speranza, non come illusoria attesa, ma come elaborazione collettiva con uno sguardo che possa vedere oltre e prefigurare mondi nuovi, e molteplici.

Per approfondire l’argomento, abbiamo aggiunto alla presentazione di Aldo i contributi di Salvatore Bravo e di Isabella Nutini, e un estratto scaricabile in pdf: Passione per la speranza. Dialoghi con Gustavo Esteva (il capitolo 3, scritto da Aldo Zanchetta).

Abbiamo inoltre elencato altri contributi sul tema, messi a disposizione online da alcuni autori (Gianluca Carmosino, Stefania Consigliere, Ana Cecilia Dinerstein, John Holloway).

Ringraziando tutte queste voci, che ci propongono riflessioni significative, vi auguriamo buona lettura!

Claudio, Adele, Isabella, Maria Pia e Matteo

Invito alla lettura

L’ìnvito del PKK, il Partito dei Kurdistan, è di fare del 10 dicembre, 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una giornata di lettura degli scritti di Öcalan.

In un momento in cui la lotta politica nel mondo ha varcato ogni limite di violenza ritenuto immaginabile, apprezziamo il modo civile e originale con cui il popolo curdo lotta per la libertà del proprio leader Abdullah Öcalan (detenuto in totale isolamento nel carcere turco di Imrali fin dal 1999) e per la propria libertà assieme a quella degli altri popoli della regione.

Personalità complessa e di doti non comuni, di ampia cultura storica e sociale, convertitosi dalla lotta armata a quella non violenta, con lungimiranza Öcalan ha ispirato forme politiche nuove di convivenza libera e pacifica per il suo popolo e per tutti i popoli della regione. Si tratta di forme che da anni vengono sperimentate nella regione del Rojava, nel nord-est siriano, uno dei territori del Kurdistan storico, oggi diviso fra 4 stati fra loro confinanti (Turchia, Siria, Iran, Irak). Ma sono forme possibili anche oltre questi confini.

Per chi ancora non avesse nella sua biblioteca i libri di Öcalan, alleghiamo qui, in formato pdf, una scelta di brani [indicati dall’UIKI, l’ufficio di rappresentanza del PKK in Italia]: Brani presidente Ocalan per 10 dicembre.

Suggeriamo che il 10 dicembre ciascuno legga almeno uno di questi brani, e possibilmente acquisti uno dei suoi libri.

Cogliamo l’occasione per porgervi i nostri auguri per le prossime festività

Camminar domandando

Vogliono tutto

Non è l’anno della Buona Novella! La guerra del capitalismo contro il mondo si intensifica e distrugge tutto al suo passaggio: natura, strutture sociali, cultura alla rincorsa dell’ultimo profitto, possibile o impossibile non importa.

Urge contarci e riconoscerci, secondo Gustavo Esteva, nel consueto commento su La Jornada; ma anche riflettere sul dopo, come fa Alberto Acosta raccontando il buen vivir in Ecuador. Magari anche cambiando qualche legge sui paradisi fiscali, su cui ragiona invece Emir Sader.

Pubblichiamo anche un articolo in spagnolo sulla vicenda dell’ <<indio>> Quintin Lame, una storia di violenza, sterminio e criminalizzazione che evidenzia la lunga consuetudine repressiva e genocida degli Stati nei confronti dei popoli originari, tutt’ora in corso.

Facciamo a tutti i nostri auguri per un migliore 2018!

la redazione di camminardomandando

PICCOLI GENOCIDI DELLA CRISI CICLICA DEL CAPITALE: PRESAGIO E ANNUNCIO DI STERMINIO RAZIONALE PER LA DISTRUZIONE DELLE ECCEDENZE

Hector Mondragon
Hector Mondragon

PUEBLOS EN CAMINO, (www.pueblosencamino.org) è una rete rete che continua a tessere fili fra militanti di vari paesi latinoamericani. Nei periodici dialoghi a più voci via skype vengono affrontate tematiche o situazioni specifiche. Riteniamo interessante stralciare dalla conversazione su Pequeños Genocidios en la Crisis cíclica del Capital del 16.9 la parte riguardante il tema della “distruzioni degli eccedenti” di cui è stato relatore Héctor Mondragón. Abbiamo omesso i vari interventi rinviando gli interessati al sito citato. Lasciamo al testo il tono discorsivo di una conversazione via skype.

Leggi sul sito oppure scarica Hector Mondragon Piccoli genocidi della crisi ciclica del Capitale solo it in pdf

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