Jean Robert
CRISI. La rapina impunita.
 Come evitare che il rimedio sia peggiore del male
(collana Ripensare il mondo, Mutus Liber, 2014)

“Con lo scoppio della crisi finanziaria ed il panico di fine 2008, molti si sono affrettati a dichiarare o invocare la fine del capitalismo, quanto meno come lo abbiamo conosciuto fino ad oggi. A distanza di qualche anno è lecito chiedersi con più sobrietà e con uno sguardo più analitico quanto il capitalismo stia morendo o quanto si stia rigenerando, come è avvenuto nella sua storia dopo altre fasi di finanziarizzazione. A questa domanda cerca di rispondere Robert nel suo libro, con un approccio non solo economico, ma decisamente multidisciplinare (potremmo definirlo più sociologico, se non antropologico per alcuni versi) e con una prospettiva ampia che esamina lo svilupparsi della crisi e soprattutto gli interessi a cui rispondono i rimedi messi in campo fino ad oggi e le implicazioni future di questi rimedi” (dalla prefazione di Antonio Tricarico).

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I contenuti del libro:

Prefazione

Introduzione
La crisi è solo una rapina di denaro?

– In che modo un parto dell’immaginario di chi sta in alto colpisce la gente che sta in basso
– Al crocevia
– La grande illusione degli uomini della finanza e l’immaginario finanziario
– ‘Fatti’ autoreferenziali, ‘realtà’ virtuali
– Parole che riducono quelli che stanno in basso a dipendere dai saperi elaborati in alto
– La crisi vista dai ‘pedoni’ dell’economia
– La violenza dei ‘nemici mimetici’ e i ‘terzi innocenti’
– Il terzo fronte
– La colonizzazione dell’immaginario
– Che il popolo faccia i sacrifici necessari per salvare l‘economia!
– Territori
– La guerra contro la sussistenza
– Concetti per andare oltre l’economia

Capitolo I
Una rivoluzione dei ricchi contro i poveri

– Piccole cause, grandi effetti
– Fondi di investimento libero o hedge funds
– La rivoluzione finanziaria degli anni 2002-2007
– Una festicciola fra uomini della finanza e le sue conseguenze
– Come un volo di storni
– I matematici
– Verso l’epoca del dopo-catastrofe
– Sinergie con il crimine organizzato
– La crisi come perdita di informazione reale sui mercati
– Una menzogna strutturalmente necessaria

Capitolo II
Modalità di rappresentazione.
Ricerche epistemiche su ciò che ha reso possibile la rapina chiamata ‘crisi finanziaria’

– Variazioni climatiche nella Società del Rischio Globale
– Una mappa concettuale che favorisce l’impunità
– La chiusura del mondo finanziario su se stesso
– Come Ulisse legato all’albero della nave per non essere catturato dal canto delle sirene
– Il carattere mimetico del desiderio
– Mimetismo senza frontiere
– Fenomeni di esteriorizzazione
– Dalla specularità infinita alla specularità nulla: le convenzioni di coordinazione
– L’ambiguità di fondo delle scienze sociali
– Che cosa succede quando crollano le convenzioni di coordinazione?
– Accondiscendenza all’inganno
– La crisi è essenzialmente mimetica
– La falsa separazione tra economia ‘reale’ ed economia finanziaria
– Non è la ricchezza ciò che assicura il nostro sostentamento: radiografia di un’economia paupericida
– Speculazione che produce informazione e speculazione che distrugge informazione
– Speculazione buona contro speculazione cattiva?
– Dalle metafore poetiche alla formalizzazione matematica
– Una patologia matematica, metafora di patologie sociali
– Contro l’econofisica
– Svegliarsi dall’incubo di essere inghiottiti dal maelström

Capitolo III
Più frodi impunite o un altro mondo?

– 15 settembre 2008, 15 settembre 2009
– «Troppo grandi per fallire»
– La teoria della miseria sociale causata dall’eccesso di dimensioni e di potere
– Elementi di analisi dimensionale e di morfologia
– Realismo morfologico
– La menzogna dimensionale che sta alla base della teoria politica moderna
– Conclusioni morfologiche
– Non troncare il dialogo

Capitolo IV
La guerra moderna contro la sussistenza

– Come attraversare la cortina di fumo? Visioni marxiste
– Fuga di capitali dall’economia produttiva all’economia finanziaria; ‘accesso’ dei poveri all’economia finanziaria
– La ‘crisi’, almeno nelle sue fasi iniziali, non è stata provocata da un complotto
– Nel regno della ‘razionalità irrazionale’
– La crisi attuale non è una ripetizione del crack del 1928, anche se superficialmente gli assomiglia
– La crisi richiede una nuova analisi dal basso
– Ristabilire la relazione spezzata tra la base e le forme emergenti

– La cecità indotta di fronte alla cultura materiale, che è la vera base
– Una certa determinazione reciproca delle sovrastrutture e delle infrastrutture
– La vera base delle forme emergenti: l’autonomia
– Il socialismo dall’alto reprime l’autonomia contadina
– Mosca, 3 ottobre 1937
– L’accumulazione originaria come assimilazione-distruzione di formazioni pre-capitalistiche
– Crollo della crematistica di Stato, boom dell’economia extra-polare

Capitolo V
Negazione e riscoperta della cultura materiale

– Obama rimprovera Wall Street
– L’economia finanziaria torna al ‘business as usual’
– Rimettere in funzione la pompa aspirante finanziaria
– L’agonia del capitalismo dal volto legale
– Dalla speculazione sul futuro alla rapina della territorialità
– La collusione dell’economia finanziaria con la scienza
– Evocare l’incubo perché non diventi realtà
– In difesa della territorialità 

Epilogo

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