Silvia Ribeiro
28 settembre 2019

Dopo due anni di rilasci settimanali di zanzare transgeniche in Brasile, che si presumeva avrebbero contrastato la trasmissione della dengue, gli insetti geneticamente modificati si sono incrociati con quelli selvatici e hanno prosperato, contrariamente a quanto afferma la transnazionale Oxitec che li vende. La loro progenie si è trasformata in una sorta di super-zanzare, che comportano rischi per la salute e per l’ambiente più alti di quelli che già esistevano prima dell’esperimento.[1]
Dal momento che la stessa società ha tentato questo tipo di esperimento in Messico, ad esempio nello Yucatán in anni recenti, si dovrebbe stare in guardia e monitorarne le conseguenze anche in questo paese.
Come in molti altri casi di colture e animali transgenici (compresi quelli ottenuti con l’applicazione di nuove biotecnologie come CRISPR e altre), gli esseri viventi ovviamente non si comportano come nei progetti o in laboratorio, e il risultato del loro rilascio nell’ambiente è molto peggiore del problema di cui si diceva di occuparsi. Ciò che ora sta avvenendo in Brasile -e che si può estendere anche molto più in là- è esattamente uno dei motivi per cui siamo in molti ad opporci al rilascio di transgenici nell’ambiente.
Questo caso preoccupante di zanzare geneticamente manipolate e rilasciate in natura si è verificato a Jacobina, nello Stato brasiliano di Bahía: si è trattato di un esperimento che comportava il rilascio di 450mila zanzare transgeniche alla settimana per 27 mesi, fra il 2013 e il 2015. La valutazione dei risultati e la constatazione che le zanzare si erano riprodotte e sono fuori controllo nell’ambiente sono state diffuse dalla rivista Nature, che nel settembre 2019 ha pubblicato uno studio in cui alcuni scienziati che partecipavano all’esperimento hanno rilevato la presenza di zanzare modificate a distanza di 6, 12 e 27 mesi dal rilascio.
Secondo Oxitec, le zanzare transgeniche avrebbero dovuto accoppiarsi ma non generare nessuna prole, o una prole tanto debole da non poter sopravvivere, e così si sarebbe ridotta la popolazione di zanzare che trasmettono la dengue [malattia causata da un virus trasmesso dalle zanzare del genere Aedes, diffusa nelle zone tropicali – ndt]. La teoria di Oxitec non ha dimostrato di funzionare in nessuno dei paesi dove è stata sperimentata, dal momento che, dopo una prima riduzione delle zanzare, il loro numero diventa anche maggiore di quello rilevato prima dell’esperimento. E neppure è stato rilevato un qualche effetto ai fini di combattere la dengue o altre malattie. Nella zona di Jacobina, dopo il primo anno di rilascio c’è stato un aumento notevole e documentato di casi di dengue.
Gli autori dello studio hanno riscontrato che, contrariamente alle promesse della transnazionale, le sequenze transgeniche si inseriscono nel DNA della popolazione naturale di zanzare e che c’è una progenie ibrida, robusta e che si riproduce in natura. Il ceppo di zanzare utilizzato da Oxitec derivava da un incrocio fra zanzare originarie di Cuba e del Messico, per cui quello che ora esiste nell’ambiente in Brasile è un ibrido di zanzare di tre paesi. Ora ci sono più zanzare che trasmettono malattie, che hanno acquistato maggior vigore e che potrebbero anche moltiplicare la loro resistenza agli insetticidi.
Le conseguenze di questo nuovo tipo di zanzara transgenica, inselvatichita e in libera circolazione, sono imprevedibili, tanto nei suoi effetti sulla salute, tanto in quelli su altre zanzare e nell’ambiente. Si ritiene che potrebbero anche incrociarsi con altre specie di zanzare oltre all’Aedes aegypti (la specie primaria che trasmette dengue, chikunguña e zika) e trasmettere il loro materiale transgenico anche all’Aedes albopictus, o zanzara tigre, molto più aggressivo e difficile da combattere.
L’impresa Oxitec è stata comprata nel 2015 da Intrexon, una compagnia transnazionale di biologia sintetica degli Stati Uniti che si dedica, fra l’altro, alla produzione di animali transgenici come salmoni e bovini. Nonostante gli allarmi suscitati dallo studio, Oxitec-Intrexon continua a portare avanti in altri Stati del Brasile i suoi esperimenti con insetti transgenici.
Per gli esperimenti di Oxitec sono state messe a disposizione ingenti risorse pubbliche di comuni e università, attinte ai bilanci sanitari. Un’ampia inchiesta condotta dall’agenzia di stampa Rede Brasil Atual attesta inoltre che la Commissione tecnica nazionale di biosicurezza del Brasile (CTNBio) ha agito intenzionalmente con negligenza allo scopo di autorizzare il rilascio, classificando gli esperimenti come a basso rischio e senza rischi sul piano della biosicurezza, oltre a non esigere il consenso, previo, libero e informato della popolazione che per più di due anni è stata esposta come cavia agli esperimenti dell’impresa e della CNTBio.
Anche la Fondazione Bill e Melinda Gates finanzia Oxitec per i suoi esperimenti con zanzare transgeniche. Questa fondazione promuove anche l’uso di zanzare modificate con gene drive, una tecnica ad alto rischio per l’estinzione di specie in natura. In Africa, l’organizzazione Target Malaria, finanziata dalla fondazione Gates, ha fatto una consultazione molto carente sull’utilizzo di zanzare transgeniche, evitando che la popolazione avesse un’informazione completa e critica sull’esperimento a cui è sottoposta, un fatto che membri del Gruppo ETC sono stati in grado di documentare direttamente.
In entrambi i casi, sia in Brasile che in Burkina Faso, è chiaro che le popolazioni locali sono usate dalle imprese e dalle fondazioni come animali di laboratorio: non è un esperimento transgenico con insetti, è anche un esperimento con esseri umani (e con l’intero ecosistema), che deve essere immediatamente fermato.

Fonte: “Mosquitos transgénicos fuera de control”, in La Jornada, 28/09/2019
Traduzione a cura di Camminardomandando

[1] Si veda «Genetically engineered mosquitoes out of control», in GMWATCH, 11 settembre 2019.