Gruppo ETC
Messico, 2 settembre 2020

Emerging Ag Inc, una società che svolge attività di lobbying a favore dell’industria biotecnologica, finanziata dalla Fondazione Bill & Melinda Gates, sembra aver conquistato un ruolo chiave nelle discussioni sulla conservazione della biodiversità dell’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura (UICN), che terrà il suo prossimo Congresso Mondiale nel 2021.[1]
“Il fatto che l’UICN, la rete più grande del mondo di soggetti impegnati per la conservazione della natura, ritenga opportuno affidare a un gruppo di pressione a favore dell’industria – esplicitamente finanziato per promuovere l’estinzione intenzionale di specie – l’organizzazione e la gestione del dibattito sulla biologia sintetica e la conservazione della biodiversità è molto preoccupante, ed è l’ennesimo sintomo della crescente cattura da parte delle corporation di una serie di processi internazionali e intergovernativi”, ha detto Tom Wakeford dell’ETC Group.
La tecnologia dei gene drives. una forma estrema di ingegneria genetica, è un tipo di biologia sintetica che sarà discusso al prossimo Congresso mondiale dell’UICN, in seguito alla decisione presa nel 2016 di adottare un approccio precauzionale alla biologia sintetica. [2] [3]
I gene drives sono una tecnologia sperimentale il cui obiettivo è la diffusione virulenta di un carattere genetico manipolato in un’intera popolazione o addirittura in un’intera specie. Nell’incrocio sessuale, i tratti genetici manipolati predominano sempre, e possono portare una specie all’estinzione nel giro di poche generazioni.
Emerging Ag ha ricevuto 4,1 milioni di dollari dalla Fondazione Gates[4] per promuovere la biologia sintetica e le tecnologie dei gene drives, e per vanificare i dibattiti tendenti all’adozione di un approccio precauzionale nelle sedi internazionali. La società è stata denunciata nel 2017 per aver coordinato in segreto esperti apparentemente “indipendenti” per evitare che la Convenzione sulla Diversità Biologica (CDB) dichiarasse una moratoria sulla tecnologia dei gene drives [5], una richiesta sostenuta da più di 170 organizzazioni di tutto il mondo.[5]
L’industria della biologia sintetica sta pianificando un sabotaggio simile per il prossimo Congresso dell’UICN. Sebbene l’UICN abbia adottato un chiaro approccio precauzionale alla biologia sintetica nel 2016, il team tecnico che è stato costituito per portare avanti la questione è stato presieduto da Kent Redford, un forte sostenitore della biologia sintetica, che ha creato un gruppo di lavoro altamente prevenuto, in cui 22 dei 40 membri hanno conflitti di interesse a causa del loro coinvolgimento nell’industria della biologia sintetica, nella ricerca e/o nello sviluppo di gene drives. Sebbene sia stato fatto esplicito riferimento a questi problemi quando le organizzazioni hanno commentato il documento di valutazione prodotto da questo gruppo, il rapporto finale, pubblicato nel 2019, non ha tenuto conto delle voci critiche.
A una domanda sull’attuale bozza della mozione dell’UICN sulla Biologia Sintetica, che sarà decisa nel 2021, Ana Di Pangracio della FARN  Argentina [Fondazione Ambiente e Risorse Naturali] (membro dell’UICN) ha spiegato: “La mozione dell’UICN sulla biologia sintetica e la conservazione della biodiversità, che sarà discussa al prossimo Congresso mondiale, ha molte parentesi che riflettono le differenze sulla questione, poiché i contributi dei membri dell’UICN sono stati abbondanti. Ciò dimostra che c’è la preoccupazione che la mozione non sia strettamente in linea con l’approccio precauzionale richiesto dal precedente Congresso”.
Molti membri stanno chiedendo che l’UICN faccia un altro rapporto di valutazione, questa volta con esperti indipendenti invece che con operatori del settore e ricercatori che hanno contratti per sviluppare le tecnologie. Chiedono inoltre che questa nuova valutazione tenga conto delle voci e delle prospettive indigene e di organizzazioni del Sud globale, che ora non compaiono nel rapporto finale del gruppo di lavoro diretto da Redford.
“Fino a quando ciò non accadrà, la decisione precauzionale dell’UICN del 2016 sulla biologia sintetica deve essere mantenuta. È inaccettabile che la cattura delle istituzioni globali messa in atto dalle multinazionali cerchi di affermarsi come la ‘nuova normalità’, dobbiamo rifiutarlo”, ha dichiarato Silvia Ribeiro del Gruppo ETC.

Fonte: Gruppo ETC, “¿UICN secuestrada por la industria de la biología sintética?
Traduzione a cura di Camminardomandando

[1] Il Comitato regionale dell’UICN per il Sud America ha deciso di organizzare sessioni informative per i suoi membri in preparazione del prossimo Congresso mondiale dell’UICN. In primo luogo, hanno tenuto un workshop in spagnolo, nell’ottobre 2019, in cui è stata presentata una prospettiva critica sulle tecnologie e in cui il Gruppo ETC è stato invitato a parlare. Il 26 agosto 2020 si è tenuto un secondo webinar, in inglese e in spagnolo, che si è concentrato sulle presentazioni di vari sostenitori della biologia sintetica e di ricercatori che lavorano sui gene drives. Questo seminario è stato organizzato e gestito da Emerging Ag Inc. e ha avuto un chiaro orientamento preferenziale, in quanto ha coinvolto relatori con conflitti di interesse sull’argomento, un fatto inquietante che si riflette anche nel rapporto dell’UICN del 2019. Emerging Ag è stata così in grado di registrare e conservare i nomi e i dati di tutti i partecipanti e, cosa ancora più preoccupante, ha controllato la sessione dedicata alle domande e risposte. Alcuni membri del Comitato dell’UICN hanno risposto per iscritto ad alcune domande durante l’evento, ma gli organizzatori non hanno trasmesso quella parte della conversazione ai membri quando hanno distribuito la registrazione e i materiali del workshop. Inoltre, non è stato previsto alcun tempo per la discussione, il che ha impedito che le voci critiche venissero ascoltate.

[2] La questione della biologia sintetica è stata oggetto di dibattito nell’UICN dal 2016, quando un gruppo di sostenitori della biologia sintetica, tra cui Kent Redford, ha cercato di far prendere a questa federazione internazionale una decisione a favore dell’utilizzo della suddetta tecnologia, compresi i gene drives, per fini di conservazione. Al contrario, 30 noti ambientalisti hanno fatto appello all’UICN perché non sostenesse questa rischiosa tecnologia, e la maggioranza dei membri dell’UICN si è espressa con voto elettronico, davanti al Congresso, a favore di una moratoria sui gene drives. Nel 2016, il Congresso Mondiale della Natura (il più alto organo dell’UICN), riunitosi alle Hawaii, ha deciso di costituire un gruppo di lavoro sulla questione, al fine di preparare un rapporto di valutazione e discuterne nuovamente al prossimo Congresso, che doveva avere luogo nel 2020 in Francia (ora rinviato al 2021).

[3] La decisione dell’UICN del 2016 sulla biologia sintetica chiedeva specificamente agli organi direttivi dell’UICN di effettuare una valutazione delle implicazioni dell’utilizzo della biologia sintetica per la conservazione e l’uso sostenibile della diversità biologica, nonché delle relative considerazioni sociali, economiche, culturali ed etiche. Con un carattere decisamente precauzionale, la risoluzione esorta inoltre l’UICN e le sue Commissioni ad astenersi dall’”appoggiare o sostenere la ricerca, comprese le sperimentazioni sul campo, sui gene drives per la conservazione o per altri scopi, fino a quando questa valutazione non sarà stata effettuata.

[4] Emerging Ag Inc. ha ricevuto 1,6 milioni di dollari dalla Fondazione Bill & Melinda Gates nel 2017, “per aumentare la conoscenza, la comprensione e l’accettazione delle possibili applicazioni dei gene drives per scopi di pubblica utilità”. Nel 2020, la società ha ricevuto un’altra sovvenzione di 2,5 milioni di dollari. La Fondazione Bill & Melinda Gates e l’Esercito degli Stati Uniti sono i principali finanziatori e promotori dei gene drives. Progetti come GBird e Target Malaria mirano ad eliminare tutte le femmine di alcune specie di zanzare e di roditori, in modo da provocarne l’estinzione.

[5] Il ruolo di Emerging Ag è venuto alla luce grazie ad una richiesta di accesso alle informazioni (ai sensi del Freedom of Information Act), da parte di Edward Hammond della Rete del Terzo Mondo, che ha scoperto centinaia di email che rivelavano che oltre 65 ricercatori (tra cui Kent Redford dell’UICN) erano stati coordinati da Emerging Ag per promuovere i gene drives e la biologia sintetica, e per argomentare attivamente contro una moratoria basata sulla precauzione durante le conferenze della CDB e tra i gruppi di esperti. Questa azione segreta ha portato la CDB a stabilire una nuova politica sul conflitto di interessi tra gli esperti.