di Silvia Ribeiro
19 giugno 2021

Sette e sette. Maggio 2021. Percorrendo in senso opposto la rotta dei conquistadores, il battello La Montaña è salpato da Isla Mujeres per portare in Europa sette persone delegate dalle comunità zapatiste, in un Viaggio per la Vita. Dopo 47 giorni di navigazione è arrivato alle Azzorre, in Portogallo, lo stesso giorno in cui il G7 si stava riunendo in Inghilterra. I sette zapatisti (quattro donne, due uomini e un altro/a) incontreranno collettivi, organizzazioni e movimenti per condividere lotte, dolori, gioie, rabbia, apprendimento dal basso. C’è molto entusiasmo, aspettativa e mesi di organizzazione collettiva per ricevere e condividere con la delegazione zapatista, alla quale si uniranno delegate e delegati del Congresso Nazionale Indigeno. Sono stati invitati a incontrarsi nelle terre e nei territori di 30 paesi europei.
Senza che nessuno li invitasse, i sette governi del G7 hanno annunciato dallo sterile cemento come continueranno la guerra contro la gente e il pianeta, con un discorso tinteggiato di verde e di toni caritatevoli.
(Si veda: “Claves para entender los mensajes del G7”).
Tredici e tredici. Maggio 2021. Un team del sito internet Desinformémonos, coordinato da Yásnaya Aguilar Gil e Gloria Muñoz Ramírez, ha lanciato una navigazione parallela al Viaggio per la Vita: il viaggio artistico, visivo, di riflessioni scritte e audio che hanno chiamato Tzam Trece Semillas.i (Si veda: “Tzam. Las trece semillas zapatistas: conversaciones desde los pueblos originarios”).
Fra 13 mesi, a partire dalle riflessioni dei popoli indigeni presenteranno le 13 richieste che l’EZLN ha reso note fin dalla sua nascita pubblica nel 1994: lavoro, terra, alloggio, cibo, salute, istruzione, indipendenza, libertà, democrazia, giustizia e pace, a cui in seguito hanno aggiunto i diritti della donna e il diritto all’informazione.
Tzam, che significa “dialogo” in ayapanecoii, è il cuore di questo progetto, ci viene detto. Condivideranno mese per mese le opinioni di vari popoli, nazioni, tribù e quartieri indigeni, che dialogheranno con ciascuna delle 13 richieste/semi degli zapatisti. Tredici semi, 13 mesi, 130 collaboratori, da maggio 2021 a maggio 2022.
Hanno iniziato con riflessioni sul lavoro, attraverso storie, poesie, immagini e canzoni di 10 donne indigene dei popoli
o’dam, ayuujk, mazateco, zapoteco, nahua, tsotsil, mazahua e totonaco. Ognuna di quelle riflessioni ci fa pensare, di fronte a nessuna di esse si può rimanere indifferenti. Da immagini che sono vive e ci interpellano con la loro bellezza ed espressività a storie che ci coinvolgono dal cuore alla mente. In brevi testi e poesie riescono a trasmettere la storia passata e presente del Messico, con i molti livelli di violenza e oppressione che hanno vissuto come donne, lavoratori, indigeni, contadini, migranti nelle città. Il tutto associato alla profonda identità, dignità e lotta che sostengono e che li sostiene.
Guadalupe Vázquez Luna,
tsotsil, riflette: “…nelle campagne non guadagniamo uno stipendio, generiamo la nostra economia e questo vuole anche dire che generiamo i nostri posti di lavoro; quindi siamo indipendenti. Questo è il motivo per cui ci tolgono le nostre terre, perché avendo la terra usciamo dalle grinfie del capitalismo. Ecco perché è così importante non lasciare le nostre terre: le nostre terre generano lavoro e un’economia nostra”.
“Per me, la madre terra, è vita, amore, coraggio e tenerezza”, dice Teresa Castellanos Ruiz,
nahua, del movimento che oppone resistenza alla centrale termoelettrica di Huexca. Un territorio che non dimentica che l’omicidio di Samir Flores Soberanes continua a rimanere impunito.
Il “Dialogo sui Tredici Semi” risveglia molte sensazioni, invitando a seguire questi sentieri di dialogo.
Non si può fare a meno di percorrerli (si veda: “Tzam. Las trece semillas zapatistas: conversaciones desde los pueblos originarios”).
43 e 43. Maggio e giugno 2021. Ancora una volta, i governi si accaniscono contro le giuste richieste delle Escuelas Normales Rurales,iii perseguitate e punite per aver alloggiato figlie e figli di contadini che vogliono studiare e lavorare per un mondo migliore. Gli studenti della scuola Mactumactzá, nel Chiapas, chiedono di fare l’esame di ammissione su carta, ma il governo del Chiapas esige che lo facciano in modo virtuale, sapendo che non hanno Internet, computer e mezzi per farlo. Di fronte alla protesta degli studenti c’è stata una violenta repressione, con carcere, percosse e abusi sessuali. Poco dopo, quando c’è stata un’altra protesta contro questa imposizione e per l’assassinio di due allieve della scuola normale Carmen Serdán a Teteles (Puebla), il governo di Puebla ha risposto con l’arresto di 43 studenti, un numero fatidico che ricorda i 43 studenti di Ayotzinapa.iv
Le studentesse e gli studenti incarcerati sono stati rilasciati, ma continuano ad essere oggetto di accuse pendenti, come se fossero criminali, accuse che devono essere cancellate immediatamente. La vicenda della sparizione forzata e dell’uccisione degli studenti di Ayotzinapa, in cui l’esercito è stato identificato come un attore chiave, rimane tuttora impunita e non chiarita.
In netto contrasto, la militarizzazione è cresciuta dall’inizio dell’attuale governo. Le forze armate hanno continuato a controllare porti e megaprogetti devastanti come la linea ferroviaria a cui i popoli
maya si oppongono. L’esercito e la marina sono stati assurdamente inclusi nel Consiglio Generale per la Ricerca Scientifica e ora il presidente propone di inserire la Guardia Nazionale con funzioni di polizia nel Ministero della Difesa Nazionale.
Lo specchio che sta in alto riflette impunità, percosse, repressione, sordità. Quello che sta in basso riflette dolori e rabbia, ma anche vita, lotte giuste e spirito collettivo che si rafforzano e non si esauriscono con questi viaggi.

Fonte: “De viajes, espejos y contrastes”, in La Jornada, 19/06/2021.
Traduzione a cura di Camminardomandando.

i Ndt – “Dialogo sui tredici semi”, cioè sulle tredici richieste di diritti da rispettare, lanciate dagli zapatisti nel 1994.

ii Ndt – Lingua ancestrale, oggi a rischio di estinzione.

iii Ndt – Scuole superiori create negli anni ’20 in seguito alla rivoluzione messicana. Offrono istruzione, vitto e alloggio a giovani contadini poveri.

iv Ndt – Località dove polizia, esercito e altre forze oscure, in combutta fra loro, uccisero 43 studenti che il 23 settembre 2014 in autobus si recavano a una manifestazione di protesta.