di Silvia Ribeiro
4 luglio 2020

Uno studio pubblicato questa settimana avverte che un nuovo virus di influenza suina (G4 EA H1N1) è mutato in modo da infettare gli esseri umani e si sta diffondendo in varie province della Cina. Più di 300 lavoratori in alcuni impianti di allevamento industriale di suini sono risultati positivi al virus. Gli autori avvertono che la sua capacità di trasmissione potrebbe aumentare fino a creare un’epidemia o una pandemia, come è successo con l’influenza suina in Messico nel 2009.
Il 29 giugno, un gruppo di ricercatori guidati dallo scienziato Liu Jinhua, dell’Università cinese di Agricoltura, ha pubblicato sulla rivista scientifica statunitense
Proceedings of the National Academy of Sciences i risultati dei propri studi sugli agenti patogeni nei suini in Cina. Questi studi si basano su 30.000 campioni prelevati tra il 2011 e il 2018 da suini di 10 province cinesi. Sono stati identificati 179 diversi virus dell’influenza suina. Uno di questi, il cosiddetto G4, è risultato particolarmente preoccupante. Si tratta di una combinazione di tre ceppi, tra cui l’H1N1, quello che era mutato passando dai maiali all’uomo e aveva causato la pandemia del 2009. Nei test con i furetti, che mostrano sintomi influenzali simili a quelli umani, i ricercatori hanno concluso che questo ceppo è altamente contagioso e causa sintomi gravi negli animali, per cui lo considerano ad alto rischio.
Negli ultimi tre anni dello studio sono stati prelevati campioni anche da lavoratori di 15 allevamenti industriali e da abitanti di località vicine: il 10,4% dei lavoratori e il 4,4% degli altri ha dimostrato di avere gli anticorpi contro il G4 EA H1N1, un indicatore del fatto che erano stati infettati. L’incidenza tra i giovani dai 18 ai 35 anni era del 20,5%.
Anche se varianti dell’H1N1 hanno circolato per anni in diversi continenti, la presenza della malattia causata dal virus G4 nei maiali in Cina è aumentata notevolmente dal 2014. Si stima che il ceppo sia già presente nella maggior parte dei grandi allevamenti di suini, il che accelera la possibilità di ulteriori mutazioni che potrebbero infettare gli esseri umani.
Ian H. Brown, capo del Dipartimento di Virologia dell’Agenzia britannica per la Salute Animale e Vegetale, uno degli scienziati che ha revisionato il documento, ha detto: “Può darsi che con un cambiamento rilevante nel virus, quest’ultimo diventi più aggressivo nei confronti delle persone, come ha fatto il SARS-Cov-2” (che ha dato luogo al Covid-19). Gli scienziati sanno che questo ceppo si riproduce con facilità nelle vie respiratorie umane, e anche se non sembra ancora causare gravi malattie negli esseri umani, questo potrebbe cambiare senza preavviso, in quanto i virus G4 hanno tutte le caratteristiche essenziali per essere candidati a diventare virus pandemici (cfr.
La nueva cepa del virus de la gripe porcina se está propagando a los humanos en China”, in Clarín.com / The New York Times International Weekly, 01/07/2020).
Come ho spiegato in articoli precedenti, il sistema agroindustriale ha un ruolo fondamentale nelle pandemie, compresa quella di cui stiamo attualmente soffrendo, a causa delle condizioni dell’allevamento industriale di bestiame. Ci sono milioni di animali ammassati, geneticamente uniformi, con sistemi immunitari molto indeboliti (cfr. Ribeiro, “Gestando la próxima pandemia”).
Ora viene alla luce uno scenario da incubo: una nuova pandemia di influenza suina potrebbe sovrapporsi a quella attuale di Covid-19, perché non è stato fatto nulla per cambiare il sistema di allevamento e il sistema agricolo industriale che lo supporta con estese monocolture, soprattutto di varietà transgeniche, la cui espansione è la principale causa di deforestazione e distruzione degli habitat naturali. Anzi, in questo periodo le imprese agroindustriali e zootecniche hanno realizzato enormi profitti e in diversi paesi hanno persino ricevuto sussidi statali.
Nello stesso tempo, è in corso un’altra grave malattia dei maiali: la peste suina africana (ASF – African Swine Fever), che ha decimato la popolazione suina in Cina e in Europa. Questo virus non è ancora mutato in modo da infettare gli esseri umani, ma mette in evidenza le condizioni malsane dell’allevamento industriale. La Cina è il primo allevatore industriale di suini al mondo, e ha perso la metà della sua dotazione di maiali a causa dell’ASF.
Paradossalmente, anche se questo ha colpito il gruppo WH, un’impresa cinese che è la maggior produttrice di maiali al mondo (proprietaria dell’impresa Smithfield), la scarsità ha fatto salire i prezzi in maniera rilevante, e WH ha finito per realizzare maggiori profitti, con la vendita dei suoi maiali e l’importazione di maiali dal Brasile, in accordo con la società di origine brasiliana JBS, la più grande impresa mondiale di allevamento del bestiame (cfr. GRAIN, “
Peste Porcina Africana: Un futuro cultivado en granjas industriales, una pandemia a la vez”).
I profitti di queste imprese carnivore sono talmente grandi (dal momento che esternalizzano tutti i costi delle malattie che provocano negli esseri umani, negli animali e nell’ambiente), che persino in mezzo alla peste e all’attuale pandemia continuano a fare grossi affari. Alla luce di ciò che sta accadendo con l’ASF, quest’anno il Gruppo WH ha stipulato diversi accordi per trasferire gran parte dell’allevamento di suini in Argentina, con un investimento di 27 miliardi di dollari fino al 2028. Nel giro di 5-8 anni, il numero di suini allevati in Argentina passerebbe da 6 milioni a 100 milioni. Il Gruppo WH ha scelto l’Argentina per le sue condizioni climatiche e per la vicinanza di milioni di ettari di soia e mais transgenici, che sono la base dell’alimentazione del bestiame industriale (cfr. Castro, “
Inversiones chinas multiplican la producción de cerdos en la Argentina”).
Invece di incrementarlo, c’è l’urgente necessità di smantellare l’intero sistema agricolo e zootecnico industriale, una macchina letale di produzione di malattie per le persone, gli animali e l’ambiente.

Fonte: “Nueva gripe porcina: otra pandemia en ciernes”, in La Jornada, 04/07/2020.
Traduzione a cura di Camminardomandando