Vendita di aria.
Frode e violenza nei mercati del carbonio

Silvia Ribeiro
ricercatrice del Gruppo ETC
6 maggio 2023

La vendita di aria pulita per una presunta compensazione dell’inquinamento da industrie sporche, come quelle che si occupano di petrolio, gas, carbone, miniere, prodotti agrochimici e altro, è un business fiorente, pieno di attività fraudolente e violazioni dei diritti. In Messico, ci sono e stanno avanzando progetti che cercano di coinvolgere in questi meccanismi ingannevoli le comunità e gli usufruttuari di ejidos [terre di uso comune] attivi in ambito forestale e agricolo, che possono risultare danneggiati in molti modi.

Il resoconto di un’inchiesta condotta da The Guardian, dal settimanale Die Zeit e dall’organizzazione Material Source ha mostrato che la più grande società di verifica dei crediti di carbonio al mondo (l’americana Verra / VCS), ha falsificato i risultati nel 94% dei progetti esaminati, creando “crediti fantasma”. L’inchiesta era basata su interviste dirette e su tre studi dell’Università di Cambridge condotti su dozzine di progetti della società Verra.

La frode ha rivelato che questo mercato non fa nulla per fermare il cambiamento climatico e addirittura lo incrementa. Per le comunità coinvolte, significa che i progetti sono privi di fondamento, e in molti casi le comunità sono costrette ad affrontare richieste di risarcimento. Il rapporto denuncia violazioni dei diritti umani, tra cui l’evacuazione forzata di comunità che abitavano le foreste, ad esempio nel caso del progetto Alto Mayo in Perù.

Verra è una delle società che sviluppano standard di verifica del carbonio, che sta dialogando con il governo messicano per creare un mercato del carbonio nel paese, insieme alla statunitense Climate Action Reserve e altre. Nel gioco del carbonio messicano ci sono altre società come l’intermediaria Mexico2, ‘coyote’ dei mercati finanziari, e alcune ONG ‘conservazioniste’ come Pronatura, World Resources International (WRI), Conservación International, The Nature Conservancy, spesso finanziate dall’Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID).

Misurare con precisione se una foresta, una distesa di mangrovie o un altro ecosistema cattura permanentemente un certo eccesso di carbonio generato dalle industrie è praticamente impossibile, perché sono sistemi biologici dinamici e mutevoli, in interazione con gli abitanti e le comunità del luogo. Ciò non ha impedito che la misurazione e la verifica siano attività redditizie: sono stati creati registri, sono sorti enti di verifica, di certificazione e di commercio del carbonio, che cercano di far credere di essere in grado di misurare ciò che non è misurabile e speculano sulla generazione di crediti, obbligazioni o compensazioni di carbonio nei mercati finanziari.

In ogni fase di questa attività c’è un ampio margine di incertezza, dallo stabilire quanto carbonio esisteva già (linea di base), che cosa minaccia quegli stock, in che modo misurare se c’è sequestro, quale intervallo di tempo va considerato come “permanenza”, quali piani di gestione forestale ci vogliono per affermare che il carbonio è “aggiuntivo” rispetto a quello che esisteva prima, e via dicendo. La vendita di crediti e compensazioni sui mercati finanziari è di per sé un’attività speculativa, e lo sono ancor più i loro mercati secondari. Gli studi citati da The Guardian e altri studi simili mostrano che c’è un’enorme arbitrarietà nell’adattare i risultati della misurazione delle linee di base e dei crediti di carbonio generati a ciò che conviene alle società di registrazione e di certificazione, per favorire ciò che è più vantaggioso per loro.

Per controllare le arbitrarietà sono stati creati dei presunti “standard” internazionali. Ma chi stabilisce quegli standard? Le stesse società che ne traggono vantaggio, come Verra, che è la più grande a livello globale con il suo VCS (Verified Carbon Standard), su cui si basano imprese, ONG e governi.

Questo non solo significa che alle imprese viene venduta la libertà di continuare a inquinare e a incrementare il cambiamento climatico, ma è anche un modo per ingannare gli usufruttuari di ejidos e le comunità forestali e contadine, che possono perdere il controllo dei loro territori ed essere truffati (cosa di cui riporto alcuni esempi in un precedente articolo: “Colonialismo climático”, in La Jornada, 10/09/22).

Gli attori di questo giro di affari sono alla ricerca di nuove comunità forestali da coinvolgere e, come avveniva per i programmi di servizi ambientali, si presentano alle comunità con moduli precompilati di presunte assemblee, in cui la comunità richiede di far parte del sistema di “azioni per il clima” e di registri del carbonio per 30 anni o più. Danno loro anche moduli che concedono agli intermediari poteri assoluti per speculare sul mercato azionario con crediti futuri. In alcuni di questi moduli si sottolinea che qualsiasi responsabilità per il fallimento o gli errori dei progetti deve essere assunta dalle comunità. Ad esempio, nel caso di un incendio o di un disboscamento illegale per opera della criminalità organizzata o di altri, i costi sarebbero addebitati alla comunità.

È utile riesaminare le precedenti esperienze delle comunità con i programmi REDD+[1] e il pagamento dei servizi ambientali, come la vicenda della comunità di Santiago Lachiguiri, a Oaxaca. Formalmente hanno mantenuto la proprietà della terra, ma hanno perso il controllo del loro territorio e non hanno potuto svolgere le attività tradizionali, da cui traggono il loro sostentamento e che sono ciò che permette loro di mantenere le proprie foreste in ottime condizioni. Hanno firmato un contratto per 5 anni, ma hanno dovuto andare a processo per riprendere il controllo (“Santiago Lachiguiri: respuestas comunitarias ante la política ambiental”).

Ora i contratti sono per 30 e più anni, e i presunti crediti vanno a finire nel commercio internazionale e/o con società transnazionali, che potrebbero non solo citare in giudizio le comunità, ma anche lo Stato messicano se ci sono frodi e perdite. Affari sporchi che violano i diritti e ritardano l’effettiva risoluzione del problema del cambiamento climatico.

Fonte: “Venta de aire: fraude y violencia en mercados de carbono”, in La Jornada, 06/05/2023.
Traduzione a cura di Camminardomandando

[1] N.d.t. – «Riduzione delle emissioni, della deforestazione e del degrado forestale»: meccanismi di vendita dei servizi ambientali e dei loro derivati.