Silvia Ribeiro
ricercatrice del Gruppo ETC
14 gennaio 2023

L’imprenditore statunitense Luke Iseman ha effettuato in Messico due esperimenti di geoingegneria solare, una tecnologia ad alto rischio ambientale e sociale che è oggetto di una moratoria indetta dalle Nazioni Unite. Ha lanciato palloni meteorologici per spargere anidride solforosa nella stratosfera con l’intenzione di riflettere parte dei raggi del sole per produrre ipoteticamente un effetto di raffreddamento. Si è ispirato alla ricerca sulla geoingegneria solare del controverso progetto SCoPEx dell’Università di Harvard (“SCoPEx: Experimento de perturbación estratosférica controlada”) e ai libri di fantascienza.
Non ha consultato nessuno, né le autorità né le comunità il cui territorio ha usato per i suoi esperimenti. E non ha nessuna idea dei risultati né degli impatti che ha causato, perché non ha usato strumenti di misurazione. Tuttavia, ha previsto che inquinare i cieli e il territorio messicano con anidride solforosa potrebbe essere un business, quindi alla fine del 2022 ha registrato nel suo paese la società Make Sunsets, che vende crediti di raffreddamento climatico e annuncia che farà diversi altri esperimenti nella Bassa California del Sud, in Messico, a partire da gennaio 2023 (“January 2023 Flights”). È riuscito a raccogliere 750.000 dollari da due gestori di investimenti: Pioneer Fund e Boost VC.
I test hanno attirato l’attenzione dei media di tutto il mondo, poiché si tratta del primo esperimento a cielo aperto di questa tecnica rischiosa, e per di più a scopo di lucro. Esperimenti di ricerca come lo SCoPEx dell’Università di Harvard, che in precedenza aveva cercato di condurre alcuni test, hanno dovuto essere annullati a causa delle proteste delle popolazioni indigene e delle organizzazioni ambientaliste (“Parar empresa estadounidense que experimenta con geoingeniería solar en México”).
La geoingegneria solare comprende una serie di proposte di manipolazione tecnologica del clima per riflettere parte dei raggi del sole nello spazio con l’intenzione di abbassare la temperatura. La proposta più nota è quella di iniettare anidride solforosa nella stratosfera, imitando l’effetto delle nuvole vulcaniche, che è ciò a cui si ispira Make Sunsets.
Questa tecnica comporta un ampio spettro di impatti nocivi. Ad esempio, l’anidride solforosa e i suoi derivati sono dannosi per la salute quando ricadono. Aumentano anche l’erosione dello strato di ozono, l’unico problema ambientale globale che è in fase di riparazione. A questo proposito, il 9 gennaio 2023, l’ONU ha riferito che il protocollo di Montreal su questo tema ha fatto progressi, ma ha avvertito che la geoingegneria solare avrebbe impatti negativi sullo strato di ozono (“Ozone layer recovery is on track, due to success of Montreal Protocol”).
Studi scientifici di modellazione matematica di altissimo livello mostrano che la geoingegneria solare dispiegata su larga scala comporta impatti estremamente gravi in altre regioni, sbilanciando i regimi di pioggia e vento. Il climatologo Alan Robock, nel suo articolo ampiamente citato: «20 motivi per cui la geoingegneria potrebbe essere una cattiva idea», osserva che potrebbe causare siccità che minaccerebbero i mezzi di sussistenza di centinaia di milioni di persone (“20 reasons why geoengineering may be a bad idea”).
Allo stesso tempo, a causa dei rischi per la biodiversità e le comunità che la sostengono, la Convenzione delle Nazioni Unite sulla diversità biologica ha chiesto fin dal 2010 una moratoria contro la messa in atto della geoingegneria.
Centinaia di organizzazioni di attivismo climatico, di genere, movimenti contadini e indigeni, insistono sul fatto che è necessario vietare questa tecnologia, sia per i suoi gravi impatti diretti, sia per il fatto che rappresenta un modo che i principali inquinatori aziendali e governativi vogliono utilizzare per evitare di ridurre le emissioni di gas serra, sostenendo che possono gestire tecnologicamente i sintomi della crisi (“¡No manipulen la Madre Tierra! Manifiesto contra la Geoingeniería”).
L’anno scorso, 370 scienziati appartenenti a varie discipline e di 50 paesi hanno lanciato un appello globale per l’instaurazione di un trattato internazionale che non consenta l’uso della geoingegneria solare (“We call for an International Non-Use Agreement on Solar Geoengineering”). Concludono che la tecnologia è troppo pericolosa e che, se fosse sviluppata, attori con risorse sufficienti potrebbero metterla in atto unilateralmente, nonostante gli impatti negativi che può comportare. Ritengono inoltre che, a causa delle sue caratteristiche, sia impossibile sviluppare una governance democratica e stabile su di essa, perché aggrava gli squilibri geopolitici già esistenti. Pertanto, propongono un trattato internazionale di non utilizzo della geoingegneria solare. Tra le azioni immediate da intraprendere propongono il divieto degli esperimenti in campo aperto (“Científicos llaman a parar la geoingeniería”).
Il caso di Make Sunsets ha confermato le peggiori paure degli scienziati sulla geoingegneria solare. Fa vedere che qualsiasi imprenditore o individuo che ottiene le risorse o che si propone di fare affari con la tecnologia, può utilizzare la ricerca disponibile sulla geoingegneria e avviare esperimenti in campo aperto. Anche, come in questo caso, violando la sovranità di altri paesi e contro gli appelli alla cautela da parte delle Nazioni Unite.
È urgente che il governo del Messico dia il buon esempio a livello mondiale per fermare lo sviluppo di questa tecnologia rischiosa e dei suoi molteplici impatti [Ndt – il Messico lo ha finalmente fatto il 17 gennaio 2023, e gli altri Paesi?].

Fonte: “Usan a México para experimentos de geoingeniería”, in La Jornada, 14/01/2023.
Traduzione a cura di Camminardomandando.