di Gustavo Esteva
10 gennaio 2022

Inizia male la settimana quando il lunedì vieni impiccato. Stavamo appena iniziando a percorrere il nuovo anno quando chiare anticipazioni dell’orrore in arrivo sono piombate su di noi.
L’aumento dei prezzi, in particolare delle materie prime, colpisce molte persone. Non si sa cosa sarà peggio, se quell’aumento o le misure del governo contro l’inflazione. Poiché questa è l’espressione monetaria della lotta di classe e c’è chi la vede come la rivolta dei ricchi contro i poveri, la politica ufficiale rivela il ruolo dei governi in questa lotta: influisce negativamente sulla maggioranza e avvantaggia gli imprenditori.
Questa è la prospettiva. Nel 2021, la ricchezza di pochi è aumentata in modo sostanziale e i profitti di banche e settori come quello farmaceutico sono cresciuti come mai prima d’ora, mentre la situazione della maggioranza si è deteriorata. Lungi dal venire corretta, questa evoluzione può accentuarsi.
Gli orrori che stanno arrivando giungono avvolti nel covid. Con la nuova variante si è intensificata la campagna permanente, ingannevole e aggressiva, alla quale tutti i mass media contribuiscono con entusiasmo. Riesce a spaventare ancora di più molte persone, già intrappolate in una paura ansiosa che le porta a obbedire puntualmente a istruzioni che si rinnovano ogni giorno. Dando la colpa al virus per tutto ciò che accade, la campagna occulta la vera responsabilità dei governi e delle aziende nelle molteplici crisi attuali.
Ci vorrà molto tempo prima di sapere davvero cosa è successo. Nessuno conosce, ad esempio, il numero effettivo di persone infette e la loro proporzione nella popolazione. In molti paesi i test vengono applicati principalmente a coloro che mostrano sintomi di infezione; se nella maggioranza di quelli che sono infettati non si generano sintomi, la reale portata della pandemia è sconosciuta. La cosiddetta immunità di gregge avrebbe potuto essere stata già raggiunta, ma non possiamo saperlo.
Inoltre non conosciamo la causa di molti decessi attribuiti al covid. In questi due anni sono morte più persone che nei precedenti, ma è dubbio il perché. Diversi studi indicano ormai che molti decessi attribuiti al covid non sarebbero stati causati dal virus, bensì da ciò che è stato fatto contro di esso, da altre malattie e dalle condizioni generali della popolazione.
Sarà difficile spiegare alle generazioni future come sia accaduto che quella attuale abbia accettato quasi senza protestare ciò che le è stato imposto. È accaduto l’assurdo che molte persone rinunciano a vivere per evitare il rischio di morire, come ha sottolineato Vaneigem in un suo articolo (“http://comunizar.com.ar/bienvenida-los-zapatistas/”, 15/06/2021).  In linea con la vecchia tradizione del capitalismo, molte delle limitate libertà rimaste sono state eliminate in modo che solo una sopravvivesse: quella di consumare liberamente ciò che il mercato offre, che dipende da un potere d’acquisto sempre più limitato e da un’offerta sempre più tossica e inadeguata.
Vecchie discussioni sono state rinnovate. Una riguarda la convinzione, basata sull’esperienza storica, che in un’epidemia sia praticamente impossibile evitare il contagio da virus, quindi concentrarsi sulla prevenzione sarebbe una sciocchezza spaventosa. La più importante è quella che ruota attorno al cibo. Si afferma con ampio fondamento che una buona dieta è la migliore ricetta sia per raggiungere l’immunità ai virus che per affrontare le infezioni. In due anni si sarebbero potuti fare enormi progressi per migliorare la dieta generale, che in casi come quello messicano è grossolanamente inadeguata; è una delle peggiori al mondo. Vietare o limitare il cibo spazzatura, ad esempio, avrebbe offerto più protezione di tutto quello che è stato fatto… ma ciò che è stato fatto è risultato protettivo per le aziende che lo producono e che in questo periodo. sono cresciute come mai prima d’ora. L’industria alimentare può ormai essere vista come una mafia criminale che fa ammalare impunemente la maggior parte delle persone.
Le misure estreme che sono state messe in atto, in nome della biosicurezza e come terrore sanitario, potrebbero essere una reazione disperata di governi e aziende, quando si sono sentite in pericolo di fronte all’estinzione del mondo che controllavano, in particolare a causa delle mobilitazioni globali del 2019. Ciò che hanno fatto non impedirà a questo mondo di finire, ma ha permesso loro di gettare le basi per un mondo ancora più ingiusto e disumano. L’obbedienza alle misure legate al virus appare sempre più come sottomissione volontaria a forme di esistenza che difficilmente possono essere definite umane. Trasformano coloro che vi aderiscono in semplici sottosistemi di sistemi che si basano sull’espropriazione e sul controllo.
Non è possibile prevedere cosa accadrà in quest’epoca di incertezza radicale in cui siamo entrati. Ma possiamo rifiutare senza riserve il mondo che vorrebbero imporci, come ha suggerito Agamben nella sua rubrica “Una voce” (“Sul tempo che viene”, 23/11/2021). Possiamo optare per uno stile di vita di cui abbiamo ancora memoria ed esperienza, in base alle nostre capacità, all’autonomia che possiamo costruire con gli altri e le altre nei quartieri e nelle città, e nell’austerità che rinuncia gioiosamente a ciò che interferisce con l’interazione gioiosa e diretta con gli altri e con la Madre Terra.
gustavoesteva@gmail.com

Fonte: “Cuesta arriba”, in La Jornada, 10/01/2022.
Traduzione a cura di Camminardomandando.