Ricerca

CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

jeanrobertesce il terzo munero della collana “Voci da Abya Yala”:

Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

Leggilo direttamente sull nostro sito

Oppure
Jean_Robert_Sussistenza autonomia liberta in formato *.Pdf

Jean Robert ha partecipato nell’estate del 2013 alla sessione delle escuelitas zapatiste in Chiapas. La domanda più contundente che venne rivolta ai partecipanti fu: “Ma voi siete liberi?”. Jean Robert risponde “Beh, no”, dopo aver compiuto una approfondita riflessione condensata in questo testo che è la relazione da lui presentata al seminario “Dopo la Crisi: il pensiero di Ivan Illich oggi” tenutosi alla Oakland School for the Arts nell’agosto del 2013. La risposta di Robert giunge alla fine di una riflessione sulla “condizione urbana nella tarda modernità ” condotta attraverso testi di Ivan Illich. La riflessione si articola secondo 4 assi:

La guerra dello Stato e del Mercato contro la sussistenza

L’alienazione e la scomparsa dell’autonomia

L’identificazione del significato delle parole: modernità, modernizzazione, occidentalizzazione

La genealogia della coercizione industriale.

E’ questa coercizione che coinvolge ormai la quasi totalità della popolazione urbana, ormai largamente maggioritaria nel nostro mondo occidentale, che alla domanda “Ma voi siete liberi?” fa rispondere a Robert: “Beh, no.”

Gustavo Esteva – Fratture

meeting_esteva - 1

Un ulteriore testo per la libera diffusione – Gustavo Esteva – Fratture, note autobiografiche di un intellettuale deprofessionalizzato.

Dalla religiosità cattolica al sogno della ragione occidentale, dall’amministrazione di grandi aziende capitalistiche alla consapevolezza della necessità della rivoluzione, dall’interesse dello Stato a quello della gente. Un lungo cammino in compagnia di Marx, Illich, Ghandi, degli indigeni e dei contadini. Un testo molto anomalo, che Esteva ha scritto malvolentieri alcuni anni fa, l’appendice a una tesi che ha per oggetto le sue idee. Ne emerge il percorso affascinante di un uomo che ha fatto proprio il principio di provare ad essere il cambiamento che vuole per il mondo ma che vive una contraddizione flagrante fra le capacità di leadership e la resistenza radicale, esistenziale a ogni posizione di potere. Un grande conoscitore del pensiero e della vita del genere umano contemporaneo che spera ancora di imparare assieme agli altri che cos’è questa faccenda del vivere .

Per una riflessione sui commons: tre punti nevralgici

gustavo-esteva-questions-government-power-good-life.1.large_

Ci sono tematiche che improvvisamente irrompono nel dibattito pubblico occupando un grande spazio e che vengono dipanate tout  court con molta approssimazione terminologica e concettuale. Quella dei “beni comuni” (commons) ne è un esempio lampante, per cui da un lato si rischia di confondere beni  comuni con beni pubblici (il dibattito in corso sull’acqua rischia spesso di cadere di fatto in questa ambiguità), dall’altro si rischia di declinare i beni comuni come “risorse” economiche. Un terzo rischio poi è quello di estendere oltre misura l’attributo di “bene comune” a una innumerevole categoria di cose o di “bisogni”, un po’ come è accaduto per i “diritti”. Un quarto rischio infine è quello di farne l’oggetto di dibattito fra specialisti.

Esiste infine il rischio di confondere la realtà concreta dei “beni comuni” con il cosiddetto “bene comune”, un concetto astratto che ha differenti significati in termini etici, sociologici o giuridici che poco hanno a che vedere con i “beni comuni” specificatamente intesi come spazi reali di convivialità.

Il problema di una chiara concettualizzazione e semantica non è di poco conto. Per alcuni pensatori il recupero o l’elaborazione di nuovi “beni comuni”(commons) costituisce infatti la base stessa del processo di costruzione  di un mondo nuovo, plurale e libertario.

Il problema di definire e delimitare correttamente il concetto di “beni comuni” è quindi un problema reale, al quale questo breve testo di Gustavo Esteva apporta un contributo denso e chiarificante.

Gustavo Esteva – Per una riflessione sui commons

Gustavo Esteva – Nuovi ambiti di comunità. Per una riflessione sui ‘beni comuni’

esteva

esce il secondo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

Leggi il testo direttamente sul nostro sito

esteva_nuovi_ambiti_di_comunita scarica in formato *.pdf

Da cosa ripartire per costruire un mondo aldilà del neoliberismo, che sembra aver assorbito nella sua logica ogni spazio disponibile? La risposta che suggerisce Gustavo Esteva sono i commons: non ‘luoghi’ ma condizioni, relazioni, ambiti di comunità e di un fare comune che sono sopravvissuti e sopravvivono all’enclosure, alla recinzione con cui il meccanismo capitalista si appropria di tutto ciò che può avere un valore (di mercato), trasformandolo in ‘bene’.

Esteva traccia una breve storia dei commons e dei tentativi continui di liquidarli,  e li riconosce come gli spazi in cui oggi si gioca la lotta per l’autonomia e per una libertà collettiva. Spazi minacciati e resistenti, eterogenei e inestinguibili, frontiera della lotta tra il capitale e l’essere umano che riguarda tutti, comunque si traduca la parola commons nei diversi calendari e nelle diverse geografie.

Gli editoriali di Gustavo Esteva su ‘La Jornada’

la-jornada-logo-piccolo

Ogni quindici giorni, il quotidiano La Jornada di Città del Messico, una delle più importanti voci indipendenti del continente americano, pubblica un breve editoriale di Gustavo Esteva. Si tratta di riflessioni eterogenee, che spesso partono da qualche notizia di interesse locale, qualche evento accorso “in alto” o “in basso”, per proporre analisi di respiro più ampio, che possono toccare argomenti diversi ma che seguono un filo rosso sempre riconoscibile: l’analisi delle multiformi manifestazioni dell’ordine neoliberale, e la ricerca di punti deboli, interstizi e crepe in cui si muovono le pratiche antisistemiche che Esteva definisce “l’insurrezione in corso” e l’elaborazione di nuovi paradigmi.

Il Messico di questi anni è indubbiamente un laboratorio, uno dei luoghi di cerniera tra il “primo mondo” e gli altri mondi, in cui le fratture e le contraddizioni del sistema economico e politico egemone si esprimono più violentemente. Le cronache di quello che sta succedendo in Messico, opportunamente selezionate ed analizzate da un occhio acuto come quello di Esteva, sono un punto di osservazione privilegiato sullo stato dell’aggressione capitalista globale, e anche sullo stato delle sue molte resistenze.

Per queste ragioni circa un anno fa, quando Gustavo Esteva venne in Italia per incontrare realtà di lotta e di alternativa da nord a sud, ci venne l’idea di diffondere la sua voce bisettimanale anche qui, traducendo i suoi editoriali e diffondendoli dapprima su http://www.comune-info.net, e da oggi anche sul nostro blog.

Grimaldo Rengifo Vásquez – Vivere la diversità

Un interessante testo proveniente dal Perù, per la libera diffusione:

Grimaldo Rengifo Vásquez – Vivere la diversità -il dialogo fra le culture dal punto di vista delle comunità andine del Perù

L’interculturalità è il modo di vivere dei popoli delle Ande. L’autore analizza i paradigmi della cultura occidentale moderna, mettendo in luce la presenza di nozioni radicalmente diverse rispetto a quelle che caratterizzano il mondo andino. Si interroga quindi su quale dialogo si possa instaurare fra questi due mondi, soffermandosi sulle poste in gioco e sui rischi. Conclude proponendo l’opzione conviviale di un dialogo interculturale rivolto al convivere di mondi diversi e non all’omogeneizzazione del pianeta.

Pablo Dàvalos – Le nuove vie del potere. Verso il controllo totale della mente?

davalos1

E’ uscito un nuovo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

Pablo Dávalos – Le nuove vie del potere. Verso il controllo totale della mente?

leggi direttamente sul sito

scarica in pdf : Pablo_Davalos_Le_nuove_vie_del_potere

Il testo ripercorre la storia della Società del Mont  Pèlerin, poco nota al grande pubblico, i cui nomi più noti fra i fondatori  sono quelli degli economisti liberisti Von Hayek e Von Mises ai quali, cammin facendo, si sono uniti molti, anzi troppi premi Nobel dell’economia. Questa società, che si riunisce annualmente, ebbe come obiettivo fondante  il rilancio del pensiero liberista nella forma oggi nota del neoliberismo e la distruzione delle teorie economiche keynesiane e marxiste. Essa, a quasi 70 anni dalla nascita, gode di ottima salute, infatti è cresciuta dai 38 membri iniziali (1947), tutti economisti, agli oltre 1000 attuali (2013) con ampia presenza di antropologi, sociologi, neuro-scienziati. Vinta la battaglia del pensiero neoliberista, il nuovo obbiettivo è lo svuotamento della politica tramite il controllo generalizzato della mente umana con l’aiuto delle neuro-scienze, un pericolo che ci sovrasta e del quale è necessario prendere coscienza.

Gustavo Esteva – Crisi sociale e alternative dal basso. Difesa del territorio, beni comuni, convivialità

esteva

Pubblichiamo il testo della conversazione tenuta da Gustavo Esteva all’XM24 di Bologna il 10 aprile 2013, in occasione della presentazione del suo libro: Antistasis. L’insurrezione in corsoEd. Asterios, Trieste 2012.

Leggi online

o scarica in pdf:   Esteva_Crisi_sociale

Blog su WordPress.com.

Su ↑