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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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Pensiero critico latinoamericano

Sup Marcos: Le 7 tessere ‘ribelli’ del rompicapo globale – La IV guerra mondiale è cominciata

Si conclude, con questo quarto titolo la pubblicazione della prima serie di Voci da Abya Yala, disponibile in questo sito in digitale, ma pubblicata grazie ai nostri sostenitori e alle nostre sostenitrici, anche in cartaceo (chiunque fosse ancora interessato può sempre contattarci all’indirizzo camminardomandando@gmail.com).

copertina sette tessere

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Raul Zibechi SEMINARIO DI IDEE ANTICAPITALISTE IN CHIAPAS

È poco comune la confluenza di una varietà di pensatori quali Immanuel Wallerstein, Silvia Federici, Pablo González Casanova, Adolfo Gilly, Michael Löwy e John Holloway, come anche membri del PKK del Kurdistan. Se si aggiunge la presenza di 1.500 persone di vari continenti, il risultato è stato quello di un evento che pochi movimenti al mondo possono convocare. Con il declino dei fori sociali, che da anni non si realizzano in America Latina, le convocazioni zapatiste sono oggi quelle che hanno maggior risonanza. Il resoconto di Raul Zibechi

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Morte e trasfigurazione: Gustavo Esteva al Seminario Zapatista

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Parole di Gustavo Esteva al Seminario zapatista Il pensiero critico di fronte all’Idra capitalista. Oventic e San Crtistobal de Las Casas – Chiapas (Mx) 3-9 maggio 2015

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Nuova critica allo sviluppo e Buen Vivir come alternativa

Buen vivir

di Alberto Acosta ed Eduardo Gudynas

Su questo sito abbiamo già trattato il tema del buen vivir ovvero ben vivere, espressioni che, con molta approssimazione, traducono in idiomi occidentali le espressioni indigene sumak kawsay (quechua), sumaq qamaña (aymara), e analoghe in altre lingue indigene dell’America, fra loro non del tutto equivalenti perché l’idea che racchiudono trova accentazioni diverse nelle varie culture etniche. Come spesso accade per idee importate frettolosamente per dare ossigeno a un pensiero asfittico, il concetto nel trasferimento è stato banalizzato e tradotto in formulette da catechismo laico. Forse la miglior traduzione potrebbe essere il “vivere in pienezza” purché all’espressione non si dia il significato di vivere sfrenatamente come sembra essere la nostra massima auto-affermazione. Sul contenuto di questo “vivere in pienezza” si stanno sviluppando nel mondo indigeno e nei suoi contorni interessanti approfondimenti alcuni dei quali proporremo volta a volta.

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PICCOLI GENOCIDI DELLA CRISI CICLICA DEL CAPITALE: PRESAGIO E ANNUNCIO DI STERMINIO RAZIONALE PER LA DISTRUZIONE DELLE ECCEDENZE

Hector Mondragon
Hector Mondragon

PUEBLOS EN CAMINO, (www.pueblosencamino.org) è una rete rete che continua a tessere fili fra militanti di vari paesi latinoamericani. Nei periodici dialoghi a più voci via skype vengono affrontate tematiche o situazioni specifiche. Riteniamo interessante stralciare dalla conversazione su Pequeños Genocidios en la Crisis cíclica del Capital del 16.9 la parte riguardante il tema della “distruzioni degli eccedenti” di cui è stato relatore Héctor Mondragón. Abbiamo omesso i vari interventi rinviando gli interessati al sito citato. Lasciamo al testo il tono discorsivo di una conversazione via skype.

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Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

jeanrobertesce il terzo munero della collana “Voci da Abya Yala”:

Jean Robert – Sussistenza, autonomia, libertà – Che cos’è la libertà?

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Jean_Robert_Sussistenza autonomia liberta in formato *.Pdf

Jean Robert ha partecipato nell’estate del 2013 alla sessione delle escuelitas zapatiste in Chiapas. La domanda più contundente che venne rivolta ai partecipanti fu: “Ma voi siete liberi?”. Jean Robert risponde “Beh, no”, dopo aver compiuto una approfondita riflessione condensata in questo testo che è la relazione da lui presentata al seminario “Dopo la Crisi: il pensiero di Ivan Illich oggi” tenutosi alla Oakland School for the Arts nell’agosto del 2013. La risposta di Robert giunge alla fine di una riflessione sulla “condizione urbana nella tarda modernità ” condotta attraverso testi di Ivan Illich. La riflessione si articola secondo 4 assi:

La guerra dello Stato e del Mercato contro la sussistenza

L’alienazione e la scomparsa dell’autonomia

L’identificazione del significato delle parole: modernità, modernizzazione, occidentalizzazione

La genealogia della coercizione industriale.

E’ questa coercizione che coinvolge ormai la quasi totalità della popolazione urbana, ormai largamente maggioritaria nel nostro mondo occidentale, che alla domanda “Ma voi siete liberi?” fa rispondere a Robert: “Beh, no.”

Gustavo Esteva – Fratture

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Un ulteriore testo per la libera diffusione – Gustavo Esteva – Fratture, note autobiografiche di un intellettuale deprofessionalizzato.

Dalla religiosità cattolica al sogno della ragione occidentale, dall’amministrazione di grandi aziende capitalistiche alla consapevolezza della necessità della rivoluzione, dall’interesse dello Stato a quello della gente. Un lungo cammino in compagnia di Marx, Illich, Ghandi, degli indigeni e dei contadini. Un testo molto anomalo, che Esteva ha scritto malvolentieri alcuni anni fa, l’appendice a una tesi che ha per oggetto le sue idee. Ne emerge il percorso affascinante di un uomo che ha fatto proprio il principio di provare ad essere il cambiamento che vuole per il mondo ma che vive una contraddizione flagrante fra le capacità di leadership e la resistenza radicale, esistenziale a ogni posizione di potere. Un grande conoscitore del pensiero e della vita del genere umano contemporaneo che spera ancora di imparare assieme agli altri che cos’è questa faccenda del vivere .

Per una riflessione sui commons: tre punti nevralgici

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Ci sono tematiche che improvvisamente irrompono nel dibattito pubblico occupando un grande spazio e che vengono dipanate tout  court con molta approssimazione terminologica e concettuale. Quella dei “beni comuni” (commons) ne è un esempio lampante, per cui da un lato si rischia di confondere beni  comuni con beni pubblici (il dibattito in corso sull’acqua rischia spesso di cadere di fatto in questa ambiguità), dall’altro si rischia di declinare i beni comuni come “risorse” economiche. Un terzo rischio poi è quello di estendere oltre misura l’attributo di “bene comune” a una innumerevole categoria di cose o di “bisogni”, un po’ come è accaduto per i “diritti”. Un quarto rischio infine è quello di farne l’oggetto di dibattito fra specialisti.

Esiste infine il rischio di confondere la realtà concreta dei “beni comuni” con il cosiddetto “bene comune”, un concetto astratto che ha differenti significati in termini etici, sociologici o giuridici che poco hanno a che vedere con i “beni comuni” specificatamente intesi come spazi reali di convivialità.

Il problema di una chiara concettualizzazione e semantica non è di poco conto. Per alcuni pensatori il recupero o l’elaborazione di nuovi “beni comuni”(commons) costituisce infatti la base stessa del processo di costruzione  di un mondo nuovo, plurale e libertario.

Il problema di definire e delimitare correttamente il concetto di “beni comuni” è quindi un problema reale, al quale questo breve testo di Gustavo Esteva apporta un contributo denso e chiarificante.

Gustavo Esteva – Per una riflessione sui commons

Gustavo Esteva – Nuovi ambiti di comunità. Per una riflessione sui ‘beni comuni’

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esce il secondo numero della collana “Voci da Abya Yala”:

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esteva_nuovi_ambiti_di_comunita scarica in formato *.pdf

Da cosa ripartire per costruire un mondo aldilà del neoliberismo, che sembra aver assorbito nella sua logica ogni spazio disponibile? La risposta che suggerisce Gustavo Esteva sono i commons: non ‘luoghi’ ma condizioni, relazioni, ambiti di comunità e di un fare comune che sono sopravvissuti e sopravvivono all’enclosure, alla recinzione con cui il meccanismo capitalista si appropria di tutto ciò che può avere un valore (di mercato), trasformandolo in ‘bene’.

Esteva traccia una breve storia dei commons e dei tentativi continui di liquidarli,  e li riconosce come gli spazi in cui oggi si gioca la lotta per l’autonomia e per una libertà collettiva. Spazi minacciati e resistenti, eterogenei e inestinguibili, frontiera della lotta tra il capitale e l’essere umano che riguarda tutti, comunque si traduca la parola commons nei diversi calendari e nelle diverse geografie.

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