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CAMMINAR DOMANDANDO

pagine di autonomia

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No alla paura, sì alla speranza

Dopo un lungo periodo di silenzio, riprendiamo l’invio della newsletter di Camminardomandando. All’inizio di settembre dello scorso anno ci ha lasciati all’improvviso, all’età di 89 anni, Aldo Zanchetta, a cui dobbiamo la nascita di questo blog, e soprattutto la speranza che ha animato tutta la sua vita. La speranza come una “forza sociale” insita nell’uomo, come la definiva il suo amico Ivan Illich, che non è l’attesa di un evento provvidenziale, l’aspettativa che qualcosa dall’alto cambierà, ma la convinzione che ciò che stiamo facendo ha senso e che per questo vale la pena continuare a portarlo avanti, come esseri umani, fatti di carne ed ossa, a prescindere dal risultato a cui arriveremo.
Vogliamo ricordare Aldo, esprimendo tutta la nostra gratitudine per quello che per tanti anni ci ha donato e pubblicando anche qui uno degli ultimi suoi scritti: un ultimo contributo particolarmente importante per il nostro cammino nel mondo di oggi:
Affrontare la tormenta costruendo arche e ponti
(riprendiamo il testo da Comune-info, che l’aveva pubblicato il 16 luglio scorso).

In ricordo di Aldo, vi invitiamo a leggere:
Buon viaggio, Aldo! di Stefania Consigliere e Cristina Zavaroni; (link)
Il vecchio dagli occhi di fuoco, di Caterpillar (link)
Ricordo di Aldo Zanchetta, di Giovanni Pandolfini (apparso su Rivista Contadina, n. 7/2026)

Vi invitiamo inoltre a leggere nel web:
La sedia di Aldo, di Renato Galeotti, in comune-info.net;
Il nostro ricordo di Aldo Zanchetta, della redazione di ReCommon;
Aldo Zanchetta: la voce dell’America Latina, di Andrea Vento, in La Bottega dei Barbieri
Alle soglie di una nuova era, della redazione di comune-info.net (che contiene un link agli articoli di Aldo reperibili nell’archivio di questo sito).

Infine, ringraziamo Claudio per aver assunto il ruolo di Aldo nella conduzione del blog, Isabella per essersi unita al gruppetto che cerca di portarlo avanti, e Matteo, che aveva collaborato alla nascita del blog, per essersi di nuovo unito a noi.

Vi salutiamo con il desiderio e l’intenzione di riprendere presto la pubblicazione di testi e l’invio di newsletter da Camminardomandando per riparlare di speranza, arche, terra e non solo…

Claudio, Adele, Isabella, Maria Pia e Matteo

Chiapas: guerra civile alle porte?

Le tragiche notizie che stanno arrivando in questi giorni confermano purtroppo tale ipotesi.

Vi proponiamo la lettura di una sintesi della situazione attuale, elaborata da Aldo Zanchetta: Il Chiapas torna a far parlare di sé, in cui troverete l’indicazione di alcuni documenti significativi non solo per comprendere ciò che sta avvenendo ma anche come stimolo e strumento da utilizzare per trovare il modo di far sentire la nostra voce, per non lasciare soli coloro che si trovano in una situazione disperata e per fare pressione sul governo messicano perché esca dall’inerzia (per non dire dalla connivenza) di fronte a questa situazione.

Troverete i link ai documenti all’interno della sintesi di cui sopra.

Diciamo NO alla violenza contro indigeni e contadini in Messico

Possiamo sostenere almeno con una firma, da loro richiesta espressamente, le comunità indigene e contadine di 18 Stati messicani che stanno presentando al governo del Messico una denuncia della situazione di estrema violenza nei loro territori, dovuta all’azione di gruppi criminali legati al traffico della  droga nonché all’attuazione di mega-progetti promossi dal governo, sviluppati senza il consenso delle popolazioni dei territori interessati, e devastanti sia a livello sociale che a livello ambientale. Alla denuncia fa seguito una serie di richieste precise perché il governo si assuma le proprie responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini, invece di minimizzare le violenze (o esserne addirittura complice).
Leggi il testo del documento, in traduzione italiana.
Se volete firmare, inviate nome, cognome e comune di residenza (es.: Aldo Zanchetta, Capannori) a Aldo Zanchetta, che sta raccogliendo le firme da inviare in Messico: aldozanchetta@gmail.com
È efficace raccogliere queste firme? Sì! In primo luogo aiuta coloro che le richiedono a non sentirsi soli in una difficile resistenza ignorata. Questo è psicologicamente assai importante. Se il numero delle firme è consistente, questo può influenzare i governi che non amano sentirsi squalificati dall’opinione pubblica a livello internazionale.

Invito alla lettura

L’ìnvito del PKK, il Partito dei Kurdistan, è di fare del 10 dicembre, 75° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, una giornata di lettura degli scritti di Öcalan.

In un momento in cui la lotta politica nel mondo ha varcato ogni limite di violenza ritenuto immaginabile, apprezziamo il modo civile e originale con cui il popolo curdo lotta per la libertà del proprio leader Abdullah Öcalan (detenuto in totale isolamento nel carcere turco di Imrali fin dal 1999) e per la propria libertà assieme a quella degli altri popoli della regione.

Personalità complessa e di doti non comuni, di ampia cultura storica e sociale, convertitosi dalla lotta armata a quella non violenta, con lungimiranza Öcalan ha ispirato forme politiche nuove di convivenza libera e pacifica per il suo popolo e per tutti i popoli della regione. Si tratta di forme che da anni vengono sperimentate nella regione del Rojava, nel nord-est siriano, uno dei territori del Kurdistan storico, oggi diviso fra 4 stati fra loro confinanti (Turchia, Siria, Iran, Irak). Ma sono forme possibili anche oltre questi confini.

Per chi ancora non avesse nella sua biblioteca i libri di Öcalan, alleghiamo qui, in formato pdf, una scelta di brani [indicati dall’UIKI, l’ufficio di rappresentanza del PKK in Italia]: Brani presidente Ocalan per 10 dicembre.

Suggeriamo che il 10 dicembre ciascuno legga almeno uno di questi brani, e possibilmente acquisti uno dei suoi libri.

Cogliamo l’occasione per porgervi i nostri auguri per le prossime festività

Camminar domandando

Il problema del clima

Di fronte a un problema rilevante come quello del riscaldamento climatico, abbiamo pensato di continuare ad ascoltare voci diverse, che ci aiutino a portare avanti una riflessione allargata, che non metta a tacere le domande e cerchi una comprensione più approfondita della situazione.

In questa prospettiva, vi proponiamo due testi:

Scarabocchi sul problema climatico, di Aldo Zanchetta, un testo ricco di informazioni poco diffuse nel mondo dei mezzi di comunicazione dominanti. L’autore dà per scontata la realtà del problema, ma allarga la visuale sulle diverse cause che concorrono a crearlo, dal settore della tecno-scienza con le sue applicazioni civili e militari a quello del dissesto ambientale e a quello dei fenomeni astrofisici.

Come il movimento ambientalista può ritrovare la sua strada, di Charles Eisenstein, un testo che invita a riflettere sull’impossibilità di affrontare il problema con una strategia che non abbandoni il sistema di credenze che l’ha causato.

Due testi ricchi e profondi, che vale la pena di leggere.

Allora, buona lettura!

Adele, Aldo, Maria Pia (Camminardomandando)

Ascoltare voci diverse

Nelle nostre “pagine di autonomia” abbiamo pensato di allargare la prospettiva al di fuori del continente latinoamericano, pubblicando a volte testi di provenienza diversa, che ci permettono di ascoltare “voci altre” rispetto al cosiddetto mainstream. È il caso del libro che vi presentiamo oggi, intitolato: Clima. Una nuova storia, di Charles Eisenstein, che secondo noi offre spunti inediti e interessanti al dibattito sul clima.

L’autore mette a disposizione gratuitamente tutto il suo lavoro (in lingua inglese) nel suo sito web. Il libro è stato tradotto in italiano da Adele e può circolare liberamente.

Vi invitiamo a leggere una breve presentazione, dove troverete i link per scaricare in pdf l’intero volume in traduzione italiana, e una sintesi dei contenuti.

Buona lettura!

Adele, Aldo, Maria Pia

Le vacanze sono finite!

Dopo un silenzio piuttosto lungo riprendiamo l’invio della newsletter che segnala gli ultimi testi pubblicati sul blog.

Una novità che vi avevamo già annunciato è il Mininotiziario America Latina, che Aldo Zanchetta invia ad una apposita mailing-list dal 2009 e che ora ha un suo spazio nel blog. Questo sulla linea dell’interesse che sempre abbiamo manifestato per questa regione del mondo, a cui è dedicato in buona parte il materiale pubblicato: gli articoli di Raúl Zibechi, di Silvia Ribeiro e del compianto Gustavo Esteva, molti testi di altri esponenti di rilievo del pensiero critico (non solo latinoamericano), resoconti di ciò che portano avanti i “popoli in movimento”, e altro ancora. Un abbondante materiale che ci ha permesso e ci permette di fare il punto su alcune aree tematiche quali il mondo indigeno, le politiche popolari, la situazione ambientale…

Abbiamo aggiornato la pagina recensioni, inserendo le presentazioni e alcuni estratti dei primi 13 volumi della collana Ripensare il mondo, pubblicata dall’editore Mutus Liber. È una collana che da tempo curiamo parallelamente al blog. Oltre a importanti titoli di autori latinoamericani, anche voci di altra provenienza su tematiche di attualità extra latinoamericane, sempre su una linea di autonomia rispetto al pensiero dominante. Il blog diventerà anche un punto di raccordo con questi libri, di cui continueremo a pubblicare recensioni e brani significativi.

Pur restando un blog sostanzialmente di nicchia, che privilegia tematiche quali l’autonomia politica e le culture ‘dal basso’ latinoamericane e amerindie, esonderemo (senza produrre danni alluvionali!) su altre problematiche che speriamo vi saranno gradite.

Ringraziandovi per la vostra fedeltà

Camminardomandando (Aldo, Adele, Maria Pia)

Messico – Il Sud resiste!

Di fronte all’imposizione di “grandi progetti” in vista di un presunto “sviluppo”, portatori di false promesse, di ingenti danni ambientali e di distruzione delle condizioni di vita e a volte della vita stessa degli abitanti delle zone interessate, le comunità indigene hanno organizzato una marcia che dal 28 aprile al 9 maggio ha attraversato 7 Stati messicani interessati dai progetti e si è conclusa con un Incontro internazionale “Capitalismo corporativo mondiale, Patriarcato planetario, Autonomie in ribellione”.

Si veda:

– la Cronaca della marcia

– il testo della Dichiarazione finale.

Con questa importante documentazione riprendiamo l’invio della nostra newsletter (che per vari motivi è rimasta in sospeso per un po’…).

Vi segnaliamo inoltre una nuova sezione che abbiamo aperto nel blog:

– il Mininotiziario America Latina dal basso, curato da Aldo Zanchetta e dedicato alle realtà di base: i popoli indigeni, le organizzazioni campesinas, i popoli afrodiscendenti, i combattivi movimenti delle donne e dei giovani. È in queste realtà che, ci sembra, risieda anche per noi in Italia il valore politico e sociale di uno sguardo su mondi altri, sia per una esigenza di giustizia delle nostre politiche tuttora permeate di spirito “coloniale”, sia per la loro creatività e volontà di resistenza all’omogeneizzazione culturale globalista di cui stiamo soffrendo.

Troverete inoltre sempre aggiornate le sezioni con gli articoli di Raúl Zibechi e Silvia Ribeiro su La Jornada.

Buona lettura!

Protettori della foresta

Per motivi contingenti, da un po’ di tempo non ci facciamo vivi con la nostra newsletter. Continuiamo tuttavia ad aggiornare il blog seguendo due filoni in particolare:

– gli articoli di Raúl Zibechi sui movimenti dal basso in America Latina e sulle cause profonde delle crisi socio-politiche attuali;

– gli articoli di Silvia Ribeiro sulle problematiche dell’agricoltura e del cibo, degli interessi globali sottostanti, della sovranità alimentare e delle minacce ambientali rappresentate in particolare dalla geoingegneria.

Oggi ti proponiamo la nostra traduzione di un testo di Charles Eisenstein: I protettori della foresta, a proposito dell’ennesimo assassinio di un indigeno ecuadoriano impegnato nella difesa della foresta pluviale dall’avanzata dell’estrattivismo petrolifero. Il testo è di particolare interesse in quanto invita a riflettere sulle cause profonde e su possibili soluzioni che vadano altrettanto in profondità.

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