Nelle nostre “pagine di autonomia” abbiamo pensato di allargare la prospettiva al di fuori del continente latinoamericano, pubblicando a volte testi di provenienza diversa, che ci permettono di ascoltare “voci altre” rispetto al cosiddetto mainstream. È il caso del libro che vi presentiamo oggi, intitolato: Clima. Una nuova storia, di Charles Eisenstein, che secondo noi offre spunti inediti e interessanti al dibattito sul clima.
L’autore mette a disposizione gratuitamente tutto il suo lavoro (in lingua inglese) nel suo sito web. Il libro è stato tradotto in italiano da Adele e può circolare liberamente.
Vi invitiamo a leggere una breve presentazione, dove troverete i link per scaricare in pdf l’intero volume in traduzione italiana, e una sintesi dei contenuti.
Dopo un silenzio piuttosto lungo riprendiamo l’invio della newsletter che segnala gli ultimi testi pubblicati sul blog.
Una novità che vi avevamo già annunciato è ilMininotiziario America Latina, che Aldo Zanchetta invia ad una apposita mailing-list dal 2009 e che ora ha un suo spazio nel blog. Questo sulla linea dell’interesse che sempre abbiamo manifestato per questa regione del mondo, a cui è dedicato in buona parte il materiale pubblicato: gli articoli di Raúl Zibechi, di Silvia Ribeiro e del compianto Gustavo Esteva, molti testi di altri esponenti di rilievo del pensiero critico (non sololatinoamericano), resoconti di ciò che portano avanti i “popoli in movimento”, e altro ancora. Un abbondante materiale che ci ha permesso e ci permette di fare il punto su alcune aree tematiche quali il mondo indigeno, le politiche popolari, la situazione ambientale…
Abbiamo aggiornato la pagina recensioni, inserendole presentazioni e alcuni estratti dei primi 13 volumi della collana Ripensare il mondo, pubblicata dall’editore Mutus Liber. È una collana che da tempo curiamo parallelamente al blog. Oltre a importanti titoli di autori latinoamericani, anche voci di altra provenienza su tematiche di attualità extra latinoamericane, sempre su una linea di autonomia rispetto al pensiero dominante. Il blog diventerà anche un punto di raccordo con questi libri, di cui continueremo a pubblicare recensioni e brani significativi.
Pur restando un blog sostanzialmente di nicchia, che privilegia tematiche quali l’autonomia politica e le culture ‘dal basso’ latinoamericane e amerindie, esonderemo (senza produrre danni alluvionali!) su altre problematiche che speriamo vi saranno gradite.
Di fronte all’imposizione di “grandi progetti” in vista di un presunto “sviluppo”, portatori di false promesse, di ingenti danni ambientali e di distruzione delle condizioni di vita e a volte della vita stessa degli abitanti delle zone interessate, le comunità indigene hanno organizzato una marcia che dal 28 aprile al 9 maggio ha attraversato 7 Stati messicani interessati dai progetti e si è conclusa con un Incontro internazionale “Capitalismo corporativo mondiale, Patriarcato planetario, Autonomie in ribellione”.
Con questa importante documentazione riprendiamo l’invio della nostra newsletter (che per vari motivi è rimasta in sospeso per un po’…).
Vi segnaliamo inoltre una nuova sezione che abbiamo aperto nel blog:
– il Mininotiziario America Latina dal basso, curato da Aldo Zanchetta e dedicato alle realtà di base: i popoli indigeni, le organizzazioni campesinas, i popoli afrodiscendenti, i combattivi movimenti delle donne e dei giovani. È in queste realtà che, ci sembra, risieda anche per noi in Italia il valore politico e sociale di uno sguardo su mondi altri, sia per una esigenza di giustizia delle nostre politiche tuttora permeate di spirito “coloniale”, sia per la loro creatività e volontà di resistenza all’omogeneizzazione culturale globalista di cui stiamo soffrendo.
Troverete inoltre sempre aggiornate le sezioni con gli articoli di Raúl Zibechi e Silvia Ribeirosu La Jornada.
Per motivi contingenti, da un po’ di tempo non ci facciamo vivi con la nostra newsletter. Continuiamo tuttavia ad aggiornare il blog seguendo due filoni in particolare:
– gli articoli di Raúl Zibechisui movimenti dal basso in America Latina e sulle cause profonde delle crisi socio-politiche attuali;
– gli articoli di Silvia Ribeiro sulle problematiche dell’agricoltura e del cibo, degli interessi globali sottostanti, della sovranità alimentare e delle minacce ambientali rappresentate in particolare dalla geoingegneria.
Oggi ti proponiamo la nostra traduzione di un testo di Charles Eisenstein: I protettori della foresta, a proposito dell’ennesimo assassinio di un indigeno ecuadoriano impegnato nella difesa della foresta pluviale dall’avanzata dell’estrattivismo petrolifero. Il testo è di particolare interesse in quanto invita a riflettere sulle cause profonde e su possibili soluzioni che vadano altrettanto in profondità.
Mentre a Roma si svolge il pre-Vertice Onu sui sistemi alimentari, vi inviamo una serie di documenti che raccolgono le voci del mondo dell’agricoltura contadina e indigena, che boicottano un Summit dirottato dagli interessi del business agroalimentare. – Trovate questi documenti nella pagina:Summit delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari 2021.
– Vi segnaliamo l’appello di La Via Campesina a fare eco al rifiuto di questo Vertice. Per aderire, cliccare qui:
– Vi segnaliamo inoltre che dal 25 al 28 luglio, a Roma e online, più di 300 gruppi e movimenti della società civile, accademici e popoli indigeni hanno organizzato un contro–Vertice.
– Vi invitiamo infine a partecipare alwebinar contadino organizzato da ARI mercoledì 28 luglio (ore 17.30). Per registrarsi e partecipare, cliccarequi.
Dalla pagina Facebook di Salvatore Ceccarelli, famoso genetista e conservatore di biodiversità cerealicola, segnaliamo: La prova schiacciante che il Pre-Food System Summit di Roma sia l’ennesima beffa a danno di contadini e cittadini, è la presenza massiccia di Coldiretti. Hanno ragione La Via Campesina, Altragricoltura e per una volta anche Slow Food ad aver denunciato il vizio di forma e di sostanza alla base di un vertice che dovrebbe costruire solidi binari per un’umanità in cammino verso la Sovranità Alimentare così come definita dalla Dichiarazione di Nyeleni: il diritto dei popoli ad autodeterminarsi in materia di cibo buono, sano e giusto. Dov’è la libertà se al tavolo delle decisioni si siedono solo le grandi corporations? E dove la politica se tutto, ancora una volta, è la spartizione tra compagni di merenda? Le governance partecipate, così come intese in questo summit, non tengono conto dei rapporti di forza tra le parti e lasciano il “campo” libero a i soliti divoratori di giustizia, equità e uguaglianza. Oggi a mettersi d’accordo sul cibo, sulla nostra salute e sulle strategie rurali per il contrasto ai cambiamenti climatici sono i nostri carnefici, i nostri sfruttatori, i nostri nemici. Miriam Corongiu vicepresidente Altragricoltura.
“C’era una volta…” comincia sempre così il racconto di una fiaba, universo fantastico dove la realtà, il sogno e l’incubo si intrecciano strettamente per poi risolversi nel lieto fine. Anche questa nostra fiaba si conclude con un lieto fine… E con un invito a farlo entrare nella realtà!
Un invito urgente, come risulta da un allarmato rapporto che abbiamo tradotto da GRAIN: i Giganti Tecnologici stiano promuovendo in tutta fretta, approfittando della pandemia, l’agricoltura industriale e l’agricoltura a contratto, indebolendo l’agroecologia e i sistemi alimentari locali attraverso lo sviluppo delle loro piattaforme di agricoltura digitale.
Ma vogliamo chiudere con un cartone animato, sempre dal sito di GRAIN, che ci ricorda che siamo semi…di resistenza.
“Un attacco su più fronti è in corso da parte delle più grandi multinazionali dell’agroalimentare – spalleggiate da quelle dell’informatica e da altre – per appropriarsi del potere decisionale globale sulle politiche agricole e alimentari. Il tentativo è quello di riconfigurare il sistema della governance internazionale – attualmente basato su agenzie pubbliche e delle Nazioni Unite, come la FAO – e della ricerca agricola, per creare istituzioni globali gestite dalle transnazionali e dipendenti da esse, ma da cui si possano stabilire le politiche pubbliche valevoli per tutti i Paesi”. Questo l’incipit di Nuovo assalto al cibo, di Silvia Ribeiro, ricercatrice e direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina. La Ribeiro è anche autrice degli altri due articoli che proponiamo, sempre su agricoltura, alimentazione e i continui tentativi di esproprio del controllo sociale sul cibo da parte dei Giganti Tecnologici, che mirano alla concentrazione di ogni processo e input (dalla terra al pane) fermamente in mano loro.
Come stanno vivendo la pandemia los de abajo, quelli ‘che stanno in basso’? Ce lo racconta Raúl Zibechi, non per sentito dire ma in virtù dei contatti che da anni intrattiene con i ‘movimenti dal basso’ in America Latina. Vi segnaliamo una serie di suoi articolisul vissuto di tante comunità rurali e urbane, a cui ci sembra interessante associare una riflessione dello stesso Zibechi sul pensiero critico in tempi di pandemia.
Mentre due Commissioni d’inchiesta sono al lavoro, con l’obiettivo di dare una risposta agli interrogativi sull’origine del Sars-CoV-2, Silvia Ribeiro, direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina, ricostruisce in due interessanti articoli la storia di una decina d’anni di esperimenti ad alto rischio sui coronavirus, in cui collaboravano Stati Uniti e Cina. Segnala inoltre dichiarazioni, silenzi e manovre sotterranee che accompagnano e probabilmente distorcono la ricerca di ciò che è realmente accaduto. Un’informazione seria e corretta che non ha nulla a che vedere con ipotesi ‘complottiste’.