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Chiapas: guerra civile alle porte?

Le tragiche notizie che stanno arrivando in questi giorni confermano purtroppo tale ipotesi.

Vi proponiamo la lettura di una sintesi della situazione attuale, elaborata da Aldo Zanchetta: Il Chiapas torna a far parlare di sé, in cui troverete l’indicazione di alcuni documenti significativi non solo per comprendere ciò che sta avvenendo ma anche come stimolo e strumento da utilizzare per trovare il modo di far sentire la nostra voce, per non lasciare soli coloro che si trovano in una situazione disperata e per fare pressione sul governo messicano perché esca dall’inerzia (per non dire dalla connivenza) di fronte a questa situazione.

Troverete i link ai documenti all’interno della sintesi di cui sopra.

Diciamo NO alla violenza contro indigeni e contadini in Messico

Possiamo sostenere almeno con una firma, da loro richiesta espressamente, le comunità indigene e contadine di 18 Stati messicani che stanno presentando al governo del Messico una denuncia della situazione di estrema violenza nei loro territori, dovuta all’azione di gruppi criminali legati al traffico della  droga nonché all’attuazione di mega-progetti promossi dal governo, sviluppati senza il consenso delle popolazioni dei territori interessati, e devastanti sia a livello sociale che a livello ambientale. Alla denuncia fa seguito una serie di richieste precise perché il governo si assuma le proprie responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini, invece di minimizzare le violenze (o esserne addirittura complice).
Leggi il testo del documento, in traduzione italiana.
Se volete firmare, inviate nome, cognome e comune di residenza (es.: Aldo Zanchetta, Capannori) a Aldo Zanchetta, che sta raccogliendo le firme da inviare in Messico: aldozanchetta@gmail.com
È efficace raccogliere queste firme? Sì! In primo luogo aiuta coloro che le richiedono a non sentirsi soli in una difficile resistenza ignorata. Questo è psicologicamente assai importante. Se il numero delle firme è consistente, questo può influenzare i governi che non amano sentirsi squalificati dall’opinione pubblica a livello internazionale.

Messico – Il Sud resiste!

Di fronte all’imposizione di “grandi progetti” in vista di un presunto “sviluppo”, portatori di false promesse, di ingenti danni ambientali e di distruzione delle condizioni di vita e a volte della vita stessa degli abitanti delle zone interessate, le comunità indigene hanno organizzato una marcia che dal 28 aprile al 9 maggio ha attraversato 7 Stati messicani interessati dai progetti e si è conclusa con un Incontro internazionale “Capitalismo corporativo mondiale, Patriarcato planetario, Autonomie in ribellione”.

Si veda:

– la Cronaca della marcia

– il testo della Dichiarazione finale.

Con questa importante documentazione riprendiamo l’invio della nostra newsletter (che per vari motivi è rimasta in sospeso per un po’…).

Vi segnaliamo inoltre una nuova sezione che abbiamo aperto nel blog:

– il Mininotiziario America Latina dal basso, curato da Aldo Zanchetta e dedicato alle realtà di base: i popoli indigeni, le organizzazioni campesinas, i popoli afrodiscendenti, i combattivi movimenti delle donne e dei giovani. È in queste realtà che, ci sembra, risieda anche per noi in Italia il valore politico e sociale di uno sguardo su mondi altri, sia per una esigenza di giustizia delle nostre politiche tuttora permeate di spirito “coloniale”, sia per la loro creatività e volontà di resistenza all’omogeneizzazione culturale globalista di cui stiamo soffrendo.

Troverete inoltre sempre aggiornate le sezioni con gli articoli di Raúl Zibechi e Silvia Ribeiro su La Jornada.

Buona lettura!

Il mais di Oaxaca per il mondo

Domani, 27 settembre 2019, in Oaxaca, uno degli stati del Messico dove le tradizioni contadine sono più vive, si celebra (inizia, sono due giorni) la festa del mais nativo. Per gli indigeni messicani la difesa del mais si identifica con la difesa della propria cultura e della vita stessa. Ci uniamo idealmente a loro rivolgendo loro un pensiero. Chi vorrà potrà mandare un messaggio di saluto via mail, anche in italiano, a questo indirizzo maiznativodeoaxaca@gmail.com .

Per saperne di più, leggi Il mais di Oaxaca per il mondo

 

 

Passi concreti verso nuovi mondi

Mentre in Occidente ci agitavamo inconcludenti, distratti da scioperi del clima che fa comodo star a guardare dalla finestra e da killer clown della politica, gli Zapatisti, con un comunicato del 17 agosto, ci raccontano come si sono silenziosamente disseminati e possono ora raccogliere i primi frutti della grande mobilitazione per la creazione di nuovi mondi, ovvero nuovi territori liberati dal capitalismo.  Ci mostrano il cammino, ma noi siamo distratti…
Leggi il comunicato dell’Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN).
A commento del comunicato dell’EZLN, leggi gli articoli di Raúl Zibechi e di Luis Hernández Navarro.
Sulla situazione dei popoli indigeni in Messico, leggi anche l’articolo in cui Gustavo Esteva su La Jornada ci racconta la strenua lotta delle popolazioni originarie per l’autonomia sui loro territori.

Patriarcato, liberazione, vita

 

Pubblichiamo due documenti che ci fanno ascoltare voci femminili significative provenienti dall’America Latina.

Il primo raccoglie l’esperienza del Primo incontro internazionale di Donne che lottano, convocato dalle zapatiste lo scorso mese di marzo, a cui hanno partecipato migliaia di donne da tutte le parti del mondo:

Unite, ribelli, sorelle: così è stato il Primo Incontro Internazionale di donne che lottano (di Lucia Aita) – leggi online – scarica in pdf: Unite-ribelli-sorelle

Il secondo è la riflessione di una donna indigena del Cauca colombiano sull’aggressione patriarcale che si esprime nella rapina della terra e nell’assassinio delle donne, sulle pratiche delle donne indigene e sugli interventi di un femminismo ‘istituzionale’ di matrice occidentale che cerca di cooptarle fagocitando la loro identità e la loro autonomia.

Fra la cattura patriarcale e la nostra liberazione con la Madre Vita (di Vilma Rocío Almendra Quiguanás) – leggi online – scarica in pdf: patriarcato-liberazione-vita

Entrambi i documenti richiamano l’attenzione sul tema del patriarcato, non per trascurare altre problematiche, anzi, per affrontarle in maniera più efficace analizzando la radice profonda che le sottende. Vi invitiamo alla lettura, raccogliendo la sfida di «rinvigorire il tessuto naturale che unisce donne e uomini a Uma Kiwe (la Madre Terra)».

Cammini di guarigione: la nostra proposta siete voi!

 

Messico: un fondamentale “cammino di guarigione” ai margini di un processo elettorale “corrotto, dispotico e razzista”. I collettivi che sono sorti per sostenere la candidata indipendente Marichuy (portavoce del Consiglio Indigeno di Governo) hanno deciso di non sciogliersi dopo la raccolta delle firme necessarie a rendere esecutiva la candidatura, ma di continuare a lavorare uniti, per le proprie finalità. Una scelta a cui pochi hanno dato peso, ma che sarà carica di conseguenze.

Abbiamo voluto associare a questo articolo di Esteva la notizia della costituzione dell’Assemblea Autonoma dei Popoli della Cuenca de México, un esempio concreto e significativo di lotta autonoma e responsabile contro la sottrazione di terre di uso comune e contro i tentativi istituzionali di imporsi attraverso false assemblee comunitarie.

leggi sul sito:

link: 2018 01 18 Cammini di guarigione

link: I popoli nahua decidono di camminare per proprio conto

A 100 anni dalla grande rivoluzione russa

In America latina il trotschismo e la polemica contro Stalin e la sua gestione della Rivoluzione d’Ottobre sono tuttora diffusi anche in ambiti non strettamente intellettuali come ad esempio in questo scritto del leader campesino peruviano Hugo Blanco Galdos, pubblicato sul numero  134 della rivista Lucha Indigena da lui diretta.

Leggi l’articolo di Hugo Blanco su camminardomandando

Sette università messicane si ritrovano senza fondi statali, sospesi “in segreto” fino all’approvazione del bilancio. Una mossa che privilegia l’università privatizzata, segnando l’esclusione di quanti sono considerati “vite inutili” .

Leggi il commento di Gustavo Esteva su camminardomandando

 

Risposta al terremoto

foto tratta da: https://c.o0bg.com

Recentemente il Messico è stato sede di un forte terremoto che ha colpito soprattutto le regioni del sud e del sud-est ma con effetti considerevoli anche nella capitale. Il sisma, con ripetute scosse che hanno raggiunto l’intensità massima di 8,2 gradi della scala Richter, ha provocato almeno 300 morti, ma il numero col passare dei giorni tende a salire.

Il più grave terremoto ricordato in Messico è stato quello del 1982 che allora colpì in particolare la capitale Città del Messico e i morti allora furono stimati fra 3mila (dato ufficiale) e 20mila (altre fonti). Il governo fu impreparato a farvi fronte e si assistette a un grande sforzo auto-organizzativo dal basso della società civile che ne risvegliò anche l’impegno politico durato nel tempo, al di là dell’emergenza.

Questa capacità di auto-organizzazione si è ripetuto nelle attuali circostanze, come ci raccontano sulle pagine de La Jornada Victor M. Toledo  e Gustavo Esteva:

Victor M.Toledo – Potere ai cittadini! Quello che il terremoto ci ha lasciato

Gustavo Esteva – Sociomoto

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