Le tragiche notizie che stanno arrivando in questi giorni confermano purtroppo tale ipotesi.
Vi proponiamo la lettura di una sintesi della situazione attuale, elaborata da Aldo Zanchetta: Il Chiapas torna a far parlare di sé, in cui troverete l’indicazione di alcuni documenti significativi non solo per comprendere ciò che sta avvenendo ma anche come stimolo e strumento da utilizzare per trovare il modo di far sentire la nostra voce, per non lasciare soli coloro che si trovano in una situazione disperata e per fare pressione sul governo messicano perché esca dall’inerzia (per non dire dalla connivenza) di fronte a questa situazione.
Troverete i link ai documenti all’interno della sintesi di cui sopra.
Possiamo sostenere almeno con una firma, da loro richiesta espressamente, le comunità indigene e contadine di 18 Stati messicani che stanno presentando al governo del Messico una denuncia della situazione di estrema violenza nei loro territori, dovuta all’azione di gruppi criminali legati al traffico della droga nonché all’attuazione di mega-progetti promossi dal governo, sviluppati senza il consenso delle popolazioni dei territori interessati, e devastanti sia a livello sociale che a livello ambientale. Alla denuncia fa seguito una serie di richieste precise perché il governo si assuma le proprie responsabilità di garantire la sicurezza dei cittadini, invece di minimizzare le violenze (o esserne addirittura complice). Leggi il testo del documento, in traduzione italiana.
Se volete firmare, inviate nome, cognome e comune di residenza (es.: Aldo Zanchetta, Capannori) a Aldo Zanchetta, che sta raccogliendo le firme da inviare in Messico: aldozanchetta@gmail.com
È efficace raccogliere queste firme? Sì! In primo luogo aiuta coloro che le richiedono a non sentirsi soli in una difficile resistenza ignorata. Questo è psicologicamente assai importante. Se il numero delle firme è consistente, questo può influenzare i governi che non amano sentirsi squalificati dall’opinione pubblica a livello internazionale.
Nelle nostre “pagine di autonomia” abbiamo pensato di allargare la prospettiva al di fuori del continente latinoamericano, pubblicando a volte testi di provenienza diversa, che ci permettono di ascoltare “voci altre” rispetto al cosiddetto mainstream. È il caso del libro che vi presentiamo oggi, intitolato: Clima. Una nuova storia, di Charles Eisenstein, che secondo noi offre spunti inediti e interessanti al dibattito sul clima.
L’autore mette a disposizione gratuitamente tutto il suo lavoro (in lingua inglese) nel suo sito web. Il libro è stato tradotto in italiano da Adele e può circolare liberamente.
Vi invitiamo a leggere una breve presentazione, dove troverete i link per scaricare in pdf l’intero volume in traduzione italiana, e una sintesi dei contenuti.
Dopo un silenzio piuttosto lungo riprendiamo l’invio della newsletter che segnala gli ultimi testi pubblicati sul blog.
Una novità che vi avevamo già annunciato è ilMininotiziario America Latina, che Aldo Zanchetta invia ad una apposita mailing-list dal 2009 e che ora ha un suo spazio nel blog. Questo sulla linea dell’interesse che sempre abbiamo manifestato per questa regione del mondo, a cui è dedicato in buona parte il materiale pubblicato: gli articoli di Raúl Zibechi, di Silvia Ribeiro e del compianto Gustavo Esteva, molti testi di altri esponenti di rilievo del pensiero critico (non sololatinoamericano), resoconti di ciò che portano avanti i “popoli in movimento”, e altro ancora. Un abbondante materiale che ci ha permesso e ci permette di fare il punto su alcune aree tematiche quali il mondo indigeno, le politiche popolari, la situazione ambientale…
Abbiamo aggiornato la pagina recensioni, inserendole presentazioni e alcuni estratti dei primi 13 volumi della collana Ripensare il mondo, pubblicata dall’editore Mutus Liber. È una collana che da tempo curiamo parallelamente al blog. Oltre a importanti titoli di autori latinoamericani, anche voci di altra provenienza su tematiche di attualità extra latinoamericane, sempre su una linea di autonomia rispetto al pensiero dominante. Il blog diventerà anche un punto di raccordo con questi libri, di cui continueremo a pubblicare recensioni e brani significativi.
Pur restando un blog sostanzialmente di nicchia, che privilegia tematiche quali l’autonomia politica e le culture ‘dal basso’ latinoamericane e amerindie, esonderemo (senza produrre danni alluvionali!) su altre problematiche che speriamo vi saranno gradite.
Per motivi contingenti, da un po’ di tempo non ci facciamo vivi con la nostra newsletter. Continuiamo tuttavia ad aggiornare il blog seguendo due filoni in particolare:
– gli articoli di Raúl Zibechisui movimenti dal basso in America Latina e sulle cause profonde delle crisi socio-politiche attuali;
– gli articoli di Silvia Ribeiro sulle problematiche dell’agricoltura e del cibo, degli interessi globali sottostanti, della sovranità alimentare e delle minacce ambientali rappresentate in particolare dalla geoingegneria.
Oggi ti proponiamo la nostra traduzione di un testo di Charles Eisenstein: I protettori della foresta, a proposito dell’ennesimo assassinio di un indigeno ecuadoriano impegnato nella difesa della foresta pluviale dall’avanzata dell’estrattivismo petrolifero. Il testo è di particolare interesse in quanto invita a riflettere sulle cause profonde e su possibili soluzioni che vadano altrettanto in profondità.
Mentre a Roma si svolge il pre-Vertice Onu sui sistemi alimentari, vi inviamo una serie di documenti che raccolgono le voci del mondo dell’agricoltura contadina e indigena, che boicottano un Summit dirottato dagli interessi del business agroalimentare. – Trovate questi documenti nella pagina:Summit delle Nazioni Unite sui Sistemi Alimentari 2021.
– Vi segnaliamo l’appello di La Via Campesina a fare eco al rifiuto di questo Vertice. Per aderire, cliccare qui:
– Vi segnaliamo inoltre che dal 25 al 28 luglio, a Roma e online, più di 300 gruppi e movimenti della società civile, accademici e popoli indigeni hanno organizzato un contro–Vertice.
– Vi invitiamo infine a partecipare alwebinar contadino organizzato da ARI mercoledì 28 luglio (ore 17.30). Per registrarsi e partecipare, cliccarequi.
Dalla pagina Facebook di Salvatore Ceccarelli, famoso genetista e conservatore di biodiversità cerealicola, segnaliamo: La prova schiacciante che il Pre-Food System Summit di Roma sia l’ennesima beffa a danno di contadini e cittadini, è la presenza massiccia di Coldiretti. Hanno ragione La Via Campesina, Altragricoltura e per una volta anche Slow Food ad aver denunciato il vizio di forma e di sostanza alla base di un vertice che dovrebbe costruire solidi binari per un’umanità in cammino verso la Sovranità Alimentare così come definita dalla Dichiarazione di Nyeleni: il diritto dei popoli ad autodeterminarsi in materia di cibo buono, sano e giusto. Dov’è la libertà se al tavolo delle decisioni si siedono solo le grandi corporations? E dove la politica se tutto, ancora una volta, è la spartizione tra compagni di merenda? Le governance partecipate, così come intese in questo summit, non tengono conto dei rapporti di forza tra le parti e lasciano il “campo” libero a i soliti divoratori di giustizia, equità e uguaglianza. Oggi a mettersi d’accordo sul cibo, sulla nostra salute e sulle strategie rurali per il contrasto ai cambiamenti climatici sono i nostri carnefici, i nostri sfruttatori, i nostri nemici. Miriam Corongiu vicepresidente Altragricoltura.
Come stanno vivendo la pandemia los de abajo, quelli ‘che stanno in basso’? Ce lo racconta Raúl Zibechi, non per sentito dire ma in virtù dei contatti che da anni intrattiene con i ‘movimenti dal basso’ in America Latina. Vi segnaliamo una serie di suoi articolisul vissuto di tante comunità rurali e urbane, a cui ci sembra interessante associare una riflessione dello stesso Zibechi sul pensiero critico in tempi di pandemia.
Se i cittadini si alleano ai contadini, tutti insieme possiamo contribuire in maniera sostanziale al raffreddamento del pianeta e allo stesso tempo mettere in atto un cambiamento concreto nei rapporti produttivi, commerciali e con l’ambiente e una maggiore giustizia sociale Questo il messaggio del fumetto pubblicato da La Via Campesina, il movimento internazionale dei contadini, insieme a Grain, una piccola organizzazione non profit che sostiene i contadini e i movimenti sociali nelle loro lotte, a favore di sistemi alimentari sotto il controllo diretto delle comunità e basati sulla biodiversità alimentare.
“Basato a sua volta su un video già co-prodotto dalle due organizzazioni nel 2015, il fumetto è uno strumento a supporto della formazione sul cambiamento climatico per i movimenti sociali e le organizzazioni della società ciivile e analizza come il sistema agroindustriale impatta il clima, spiegando come cambiare percorso e iniziare a raffreddare il pianeta”.
Le colossali fusioni tra le multinazionali, l’avanzata vertiginosa della digitalizzazione dei processi agricoli, le nuove biotecnologie e gli accordi commerciali dettati dagli interessi dell’agroindustria stanno avendo effetti sull’agricoltura e l’alimentazione in tutto il mondo. Su queste tematiche, fondamentali per il futuro del cibo e della sovranità alimentare, ma anche per gli impatti sulla questione climatica, vi proponiamo due articoli che forniscono dati e considerazioni importanti:
– Agricoltura 4.0 – Verónica Villa Arias fa una rassegna di tre elementi cruciali: i nuovi macchinari tecnologici, la digitalizzazione e le bioscienze, le tecnologie finanziarie.
– Libero commercio, libere emissioni– GRAIN (organizzazione internazionale che sostiene le lotte dei contadini e dei movimenti sociali) analizza il recente accordo fra l’Unione Europea e Mercosur (il Mercato comune dell’America meridionale) dal punto di vista del loro notevole impatto sul cambiamento climatico.