“Un attacco su più fronti è in corso da parte delle più grandi multinazionali dell’agroalimentare – spalleggiate da quelle dell’informatica e da altre – per appropriarsi del potere decisionale globale sulle politiche agricole e alimentari. Il tentativo è quello di riconfigurare il sistema della governance internazionale – attualmente basato su agenzie pubbliche e delle Nazioni Unite, come la FAO – e della ricerca agricola, per creare istituzioni globali gestite dalle transnazionali e dipendenti da esse, ma da cui si possano stabilire le politiche pubbliche valevoli per tutti i Paesi”. Questo l’incipit di Nuovo assalto al cibo, di Silvia Ribeiro, ricercatrice e direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina. La Ribeiro è anche autrice degli altri due articoli che proponiamo, sempre su agricoltura, alimentazione e i continui tentativi di esproprio del controllo sociale sul cibo da parte dei Giganti Tecnologici, che mirano alla concentrazione di ogni processo e input (dalla terra al pane) fermamente in mano loro.
Mentre due Commissioni d’inchiesta sono al lavoro, con l’obiettivo di dare una risposta agli interrogativi sull’origine del Sars-CoV-2, Silvia Ribeiro, direttrice del Gruppo ETC per l’America Latina, ricostruisce in due interessanti articoli la storia di una decina d’anni di esperimenti ad alto rischio sui coronavirus, in cui collaboravano Stati Uniti e Cina. Segnala inoltre dichiarazioni, silenzi e manovre sotterranee che accompagnano e probabilmente distorcono la ricerca di ciò che è realmente accaduto. Un’informazione seria e corretta che non ha nulla a che vedere con ipotesi ‘complottiste’.
Vi invitiamo alla lettura:
In questi mesi passati si è andata diffondendo l’immagine di un probabile crollo del sistema. Confrontato dalle crisi che esso stesso produce, il Capitale fatica a trovare nuovi filoni estrattivi. Tuttavia il cambiamento climatico e la pandemia sono ghiotte occasioni per nuovi investimenti e profitti, il tutto finanziato dai governi con i piani vaccinali e il Green New Deal; il sistema si sta dunque riorganizzando per continuare a estrarre valore: questa volta, direttamente dalle nostre vite! Ma in parallelo si diffonde la consapevolezza che davvero: “Ora basta!”: un cambiamento è indifferibile.
Ingiustizia climatica e pandemia Le cause del cambiamento climatico si intrecciano con quelle della pandemia: in entrambi i casi, il sistema alimentare agroindustriale è una delle cause principali.
Covid e vaccini transgenici Le imprese colgono l’opportunità dovuta al fatto che i governi, sollecitati a trovare una rapida via d’uscita dallo stato di crisi pandemica e di stanchezza della popolazione, sono disposti a conferire loro enormi risorse pubbliche – denaro, conoscenze e strutture pubbliche – e ad allentare le norme e la valutazione della sicurezza dei vaccini.
Un’altra pandemia alle porte Ora viene alla luce uno scenario da incubo: una nuova pandemia di influenza suina potrebbe sovrapporsi a quella attuale di Covid-19, perché non è stato fatto nulla per cambiare il sistema di allevamento e il sistema agricolo industriale che lo supporta.
Buona lettura!
la redazione di camminardomandando
Siamo tutti sotto la legge marziale per quanto riguarda le nostre comunicazioni, semplicemente non riusciamo a vedere i carri armati, ma ci sono […] Però internet è il nostro spazio.
(Julian Assange)
Nuove reti di comunicazione, internet delle cose, milioni di dispositivi collegati a tempo pieno, antenne ogni 100/200 metri sulla terra e migliaia di satelliti a bassa orbita in cielo per la trasmissione dei segnali… Stiamo entrando nella realtà assolutamente nuova di una società iper-connessa. Si parla ormai della “quarta rivoluzione industriale”, dominata dalle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT, se vogliamo seguire la moda delle sigle in inglese).
Silvia Ribeiro, nel suo articolo Uno tsunami chiamato 5G, ci offre una breve sintesi della situazione.
Peter Bloom, nel suo articolo Reti 5G – Una prospettiva critica, oltre ad alcuni dati tecnici ci offre una panoramica generale e alcune riflessioni sugli impatti delle nuove tecnologie sulle relazioni sociali ed economiche (privacy, sorveglianza, manipolazione, rischi di hackeraggio e via dicendo).
Ana Esther Ceceña, nel suo articolo Reti e trame di guerra, mette in luce le prospettive di quella che il Dipartimento della Difesa statunitense già nel 2003 chiamava “la guerra basata sulla rete”.
C’è un urgente bisogno di analisi, dibattito e azioni collettive sulla tempesta digitale che ogni giorno si intensifica, e sugli effetti già accertati che l’esposizione alle onde elettromagnetiche ha sul nostro corpo e sulla nostra salute.
Buona lettura,
la redazione di camminardomandando

Uno tsunami di potenti tecnologie convergenti investe oggi molti aspetti della vita economica, sociale, culturale e politica, con impatti rilevanti sull’ambiente e sulla salute. Il tutto in un contesto di crisi climatica a cui è sempre più urgente far fronte.
Il Gruppo ETC sta cercando di raccogliere la sfida di una valutazione critica di tutto questo complesso fenomeno, in vista di un’azione sociale positiva.
Cerchiamo di seguire questo importante lavoro di riflessione proponendovi tre nuovi articoli:
– Di fronte allo tsunami tecnologico: un descrizione sintetica delle nuove tecnologie, la cui convergenza ha costituito una sorta di Big Bang tecnologico.
– Zanzare transgeniche fuori controllo: le zanzare transgeniche rilasciate in Brasile, invece di contrastare la diffusione della dengue, hanno dato luogo a una progenie di super-zanzare, che comportano alti rischi per la salute e per l’ambiente.
– Sacrificare l’Antartide per salvare il capitalismo: la proposta di un mega-progetto di geoingegneria, che sacrificherebbe interi ecosistemi, con rischi di fallimento e di impatti collaterali estremamente gravi.
Buon Anno e Buona lettura!
La redazione di camminardomandando
L’interessante Newsletter di luglio del Gruppo Etc espone i pregiudizi e i conflitti d’interesse nella relazione dell’IUCN (Unione Internazionale per la Conservazione della Natura) sulla biologia sintetica e gli organismi gene drive; riassume un’interessante ricerca sul sequestro di carbonio in atmosfera per ridurre gli impatti climatici e, sempre a proposito di manipolazione genetica (in questo caso si tratta delle zanzare geneticamente modificate introdotte il 1 luglio in Burkina Faso) ci ricorda che non sappiamo gran che sulle potenziali conseguenze a lungo termine dell’uso in natura di una tecnologia di estinzione, ma i rischi sono significativi.
Leggi alcuni estratti dalla Newsletter del Gruppo ETC
Leggi l’articolo del Gruppo ETC su pregiudizi e conflitti di interesse nella relazione dell’IUCN
Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo ETC, in due brevi articoli aggiunge nuovi elementi alla conoscenza dei rischi delle coltivazioni transgeniche. In un altro articolo, segnala che la catastrofe climatica si fa sempre più vicina, ma con i possibili rimedi non ci siamo: L’Istituto Postdam per la Ricerca sugli Impatti Climatici, finanziato dal governo tedesco, il 18 luglio di quest’anno ha proposto un nuovo mega-progetto di geoingegneria che, nella sua enormità, rivela le reali dimensioni del disastro che ci aspetta.
E’ almeno dal 1940 che le maggiori imprese petrolifere sono al corrente del pericolo del riscaldamento climatico e investono in ricerca per trovare una soluzione che consenta loro di continuare a estrarre e bruciare combustibili fossili. Per anni hanno negato l’evidenza e ora conducono esperimenti con il clima che mettono l’intero pianeta in pericolo. E’ quanto sostiene Benzina sul fuoco (Fuel to the fire), una ricerca pubblicata questa settimana dal Centro Internazionale di Diritto Ambientale (CIEL la sua sigla inglese) raccontata da Silvia Ribeiro, ricercatrice del Gruppo Etc. La stessa autrice firma un articolo sullo stesso argomento in cui chiarisce come “tra i governi delle regioni che provocano la maggior quantità di emissioni vige l’accordo di non interferire nei guadagni del settore più ricco, che include le compagnie petrolifere transnazionali e altre, che traggono profitto da attività che generano il caos climatico.
Si è chiusa a Katowice in Polonia domenica 16 dicembre la COP24, la conferenza internazionale sul clima, con una dichiarazione che ha scontentato molte associazioni della società civile che vorrebbero impegni più decisi, consistenti e di sistema, per riuscite a fermare il cambiamento climatico e l’incremento dell’anidride carbonica in atmosfera, con il suo effetto d’innalzamento delle temperature.
Dalla Conferenza emerge che il sistema esistente, per la propria perpetuazione, vorrebbe imporre come “fatto compiuto” l’applicazione di nuove tecnologie di mitigazione che consentirebbero di continuare ad abusare del pianeta come oggi. Queste tecnologie di geoingegneria sono pericolose perché non possono essere testate se non su vasta scala, con impatti ambientali, economici e sociali estremamente rilevanti.
Pubblichiamo sul nostro blog i seguenti contributi:
Un introduzione al tema da parte di Silvia Ribeiro, ricercatrice e responsabile del Gruppo ETC per l’America Latina:
Come uscire dal caos climatico?
E ulteriori approfondimenti dal Gruppo ETC:
Geoingegneria: la grande cattiva soluzione
Inoltre, 110 organizzazioni internazionali e nazionali e 6 assegnatari del “premio Nobel alternativo” hanno reso pubblico un Manifesto contro la geoingegneria, anch’esso reperibile sul blog in italiano e scaricabile in pdf.
Buona lettura e buone Feste!
Due articoli di Silvia Ribeiro, pubblicati da La Jornada, affrontano tematiche scottanti relative alle nuove biotecnologie:
Nuovi motivi per opporsi ai transgenici
Nuovi tranelli transgenici
Le ultime biotecnologie (CRISPR-Cas9, gene drive) che cominciano ad essere impiegate in vari paesi senza che ancora esista un largo consenso scientifico e neppure una regolamentazione decisa a livello internazionale sollevano nuove e gravi preoccupazioni. E’ notizia recente che ricercatori svizzeri impegnati nella modificazione genetica della mandioca con la tecnologia CRISPR-Cas9, hanno constatato la comparsa di un nuovo virus patogeno.
L’autrice degli articoli, Silvia Ribeiro, è direttrice per l’America Latina del Gruppo ETC, una fra le pochissime organizzazioni indipendenti a livello mondiale che studia tecnologicamente ed eticamente questi problemi e ne informa l’opinione pubblica.







